Queen, 47 anni fa usciva il primo album. Tutte le canzoni una per una: “My fairy king”
“My Fairy King” è un altro tuffo in quel mondo fatato e misterioso alla Tolkien che verrà più volte pennellato da Mercury nelle sue prime composizioni, tanto che l’interpretazione comune vuole che il “re delle fate” in questione sia il signore di Rhye (il regno dei Sette Mari in “Queen” e in “Queen II), che verrà poi detronizzato durante “Lily Of The Valley”, in “Sheer heart attack”. Il testo è dichiaratamente ispirato al poema di Robert Browning “Il pifferaio magico di Hamelin”, Freddie ne preleva di peso almeno un paio di versi che raccontano di cavalli con ali d’aquila, api senza pungiglione e cani più veloci dei daini.
Narra ancora la leggenda che la presenza nell’ultima strofa di Madre Mercurio, Mother Mercury, segni il definitivo cambio di identità di Freddie, anche se, in chiave decisamente meno romantica, Tim Staffell raccontò che in realtà l’alias del cantante fosse stato ispirato fin dai tempi della scuola dal suo ascendente zodiacale: il 5 settembre 1946 aveva Mercurio e il Sole in Vergine. Brian sostiene invece che in quel verso Freddie si riferisse alla madre e per questo avesse deciso di utilizzare Mercury come nome d’arte.
Jim Jenkins, biografo ufficiale del gruppo, giura che Mercury non deriva dal pianeta ma dal messaggero degli dei (“Me l’ha rivelato Freddie nel 1975”), mentre una teoria piuttosto bizzarra sostiene che la fonte di ispirazione sia stata Mike Mercury, protagonista delle serie televisive “Supercar” e “Fireball XL5”. Tesi piuttosto improbabile, a dire il vero.
My Fairy King non ha mai trovato spazio dal vivo, a causa della difficoltà di esecuzione del brano fuori dallo studio, ma di tanto in tanto qualche frammento è spuntato inaspettatamente nelle improvvisazioni live di Mercury al pianoforte, come nel “Queen Works! Tour” del 1984, testimonianza di come il cantante fosse legato a questa canzone. Un piccolo gioiello di una band debuttante e, se analizzato con cura, il vero punto di partenza di un percorso che troverà in “Bohemian Rhapsody” la sua massima espressione.
Domani scriveremo di “Liar”.
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I testi sono tratti dal libro di Roberto De Ponti “Queen – Opera omnia”, pubblicato da Giunti, per gentile concessione dell’autore e dell’editore; al libro rimandiamo per la versione integrale dei testi di presentazione delle canzoni di “Queen” e di tutti gli altri album dei Queen.
