Quella volta che Janis Joplin rimase folgorata da Otis Redding
La voce bianca più blues della storia del rock aveva chiaramente dei riferimenti, che non potevano che attingere in primo luogo alla black music. Sul fronte femminile era frequente che Janis Joplin citasse nel corso delle interviste concesse alla stampa artiste come Aretha Franklin e Bessie Smith mentre sul fronte maschile la cantante texana aveva un grande amore, anche lui protagonista del festival che nel giugno del 1967 consacrò la fama della Joplin, il californiano Monterey International Pop Music Festival: Otis Redding. Qualche informazione a proposito dell’ammirazione che la voce di “Cry Baby” nutriva nei confronti del peso massimo del soul e del rhythm and blues ci arriva dal documentario del 2015 diretto da Amy Berg e dedicato alla leggendaria cantante statunitense “Janis”, dove il batterista dei Big Brother and the Holding Company Dave Getz ricorda la prima volta in cui Janis Joplin vide Redding dal vivo. Spiega Getz, prendendola larga:
C’era una festa in città. Si svolgeva in un appartamento su California street. Qualcuno aprì la bottiglia di una roba chiamata “cold duck”, non credo sia più in circolazione. Era vino frizzante. Iniziarono a farla girare, tutti ne bevevano e Janis ne prese un bel sorso. Qualcuno le disse: devi avere una gran voglia di stonarti. Lei non riusciva a capire perché. Ci saranno state 68 gocce di acido in quella bottiglia! Allora corse in bagno e tentò di vomitare, però ormai era fatta di brutto.
Il musicista della formazione che Janis capitanò dal 1966 al 1968 - pubblicando con loro i quattro album “Big Brother and the Holding Company”, “Cheap Thrills”, “Live at Winterland '68” e “Live at the Carousel Ballroom 1968”, entra poi nel vivo del racconto:
E dalla festa di spostammo al Fillmore. Credo fosse il secondo concerto per Otis Redding: faceva due serate e quella era la seconda. Non c’era tanta gente. Ricordo che ero seduto insieme a lei per terra sul pavimento quando Otis Redding salì sul palco con la band. E quando lei lo vide, vide come si muoveva, come interpretava le canzoni, credo che sia rimasta folgorata, sul serio. Da allora cominciò a fare quel “got, got got”, lo rubò a lui.
Otis Redding si è esibito al Fillmore Auditorium di San Francisco il 20 e il 22 dicembre 1966. In un’intervista che nel documentario doppiato da Cat Power – Gianna Nannini per la versione italiana della pellicola – segue all’aneddoto di Getz la cantante di Port Arthur spiega, parlando dei suoi artisti più amati: “E Otis, Otis, il mio amore. Io quello non lo so ancora fare. Quello che ho adesso è la tenacia, però se continuo a cantare magari ci arriverò”.
Decisamente, Janis.