A Milano arrivano gli Editors: il racconto del concerto

La band guidata da Tom Smith torna in Italia per suonare i suoi cavalli di battaglia e le canzoni della raccolta "Black gold".
A Milano arrivano gli Editors: il racconto del concerto

Dopo la prima data romana, gli Editors sbarcano a Milano per due concerti a supporto di “Black Gold”, raccolta che festeggia i primi quindici anni di carriera della band inglese. Gli Editors sono un caso un po’ anomalo nel panorama musicale. Poco seguiti in patria, Tom Smith e soci hanno una forte fan base in giro per l’Europa che li porta da qualche anno in una sorta di neverending tour che ha sempre toccato l’Italia in molte occasioni.

Il concerto presenta la classica setlist da tour celebrativo: un equilibrio tra singoli di successo e brani minori rispolverati per l’occasione che hanno in comune la vena dark, sia che si tratti delle chitarre rock degli esordi che dei synth elettronici degli episodi successivi. Si apre con la travolgente “An end has a start”, seguita da “Bullets”, “Bones” and “Escape the nest”, tutti brani dei primi dischi e (quasi tutti) dimenticati nei concerti degli ultimi tour.

Rispetto agli esordi, Tom Smith ha acquisito maggior sicurezza: interagisce più volte con il pubblico con il suo andirivieni dinoccolato sul palco e si trova a suo agio sia con la chitarra che al pianoforte. Non a caso uno dei momenti migliori è la versione di “The weight of the world”. Tom Smith rimane solo sul palco e imbraccia una chitarra acustica. Il chiacchiericcio del pubblico a poco a poco svanisce e tutti iniziano a seguire il frontman in religioso silenzio.

Gli inediti “Upside Down” e “Frankenstein” si accostano perfettamente a “Violence” e i synth elettropop di “Papillon”, da sempre tra le più attese dal pubblico. Sono brani che rispecchiano al meglio la seconda fase degli Editors, quella successiva alla fuoriuscita dal gruppo del chitarrista Chris Urbanowicz e che ha portato all’attuale consolidata line-up. Non mancano gli echi di chitarre alla U2 di “A ton of love” e una serie di rarità, come “Fingers in the Factories”, “You are fading” e il debutto in questo tour dell’ipnotica “Life is a fear”.

I bis sono una sorta di celebrazione finale: “The racing rats”, “Munich” e “Smokers outside the hospital doors” chiudono la serata tra gli applausi convinti dei fan giunti numerosi all’Alcatraz. Stasera si replica.

(Simone Luca Bianchi)

An end has a start
Bullets
Bones
Escape the Nest
Magazine
Sugar
Upside Down
Violence
Frankenstein
Papillon
Ocean of Night
The Weight of the World


Spiders
A Ton of Love
Formaldehyde
Life is a fear
Blood
Fingers in the Factories
Walk the Fleet Road
You Are Fading
Distance
The Racing Rats
Munich
Smokers Outside the Hospital Doors

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