Sanremo 2020, il ritorno del Grande Maneggione
Dalla scrivania di casa mia, che si trova a distanza di sicurezza dalla sala stampa dell’Ariston, apprendo che nella Città da Operetta serpeggerebbe una certa insoddisfazione per una modifica al regolamento del Festival operata all’ultimo momento dalla RAI.
Non c’è ragione di stupirsene, secondo me: la motivazione addotta - scalette troppo affollate - è del tutto plausibile (meno plausibile è semmai il fatto che le scalette siano affollate di roba che non c’entra con la gara delle canzoni, ma di questo abbiamo già detto e scritto). E a ben guardare, non mi pare nemmeno troppo condannabile la scelta di non far cantare due volte nella stessa serata la stessa canzone agli stessi due interpreti. Semmai sarebbe stato più sensato che si collocasse la semifinale dei Giovani al giovedì (ma questo avrebbe richiesto l’organizzazione di giurie esterne per un giorno in più), oppure che la finalissima dei Giovani, ovvero la sfida a due, venisse ospitata la sera del sabato.
Ma di fare le pulci al regolamento della RAI dovrebbero occuparsi le associazioni dei discografici, se davvero fossero interessate al destino professionale dei Giovani (mentre a mia sensazione non lo sono granché).
Spiego il perché della mia sensazione.
Se le associazioni dei discografici fossero davvero interessate a che la gara dei Giovani fosse limpida e trasparente, si dovrebbero chiedere - e dovrebbero chiedere alla RAI - come e con quale criterio siano stati suddivisi nelle due giornate di martedì e mercoledì gli otto Giovani finalisti. L’unico criterio possibile, come andavo dicendo quando ancora frequentavo l’acquario della sala stampa, sarebbe un bel sorteggio alla presenza di un notaio. E sempre per sorteggio, e non per “scelta autorale”, dovrebbero avvenire gli abbinamenti degli scontri diretti fra i Giovani. Ma questo impedirebbe al Grande Maneggione - del quale non farò il nome e cognome: facciamo conto che sia un’entità superiore che sovrintende alle manovre del Palazzo sanremese - di piazzare i due finalisti provenienti da Area Sanremo nella stessa serata, mercoledì (ma qui sarebbe dovuto intervenire il nuovo Presidente della Fondazione dell'Orchestra Sinfonica di Sanremo, Livio Emanueli), e soprattutto gli impedirebbe di mettere in competizione un concorrente al quale tiene molto - un nome a caso: Tecla Insolia, proveniente da Sanremo Young (un programma che sta molto a cuore al Grande Maneggione, che si augura di poterlo riprendere con una terza edizione) - con un concorrente considerato meno “forte”.
Ecco: di questo dovrebbero chiedere conto i forzati della Sala Stampa nella conferenza che si terrà oggi martedì 11 a Sanremo.
Vedremo se lo faranno (scommettiamo di no?).
(fz)