Franco Simone: vi racconto la mia notte insonne per Sanremo

Riceviamo e pubblichiamo una lettera del cantante che chiarisce una presunta polemica che lo riguarda e che riguarda Sanremo
Franco Simone: vi racconto la mia notte insonne per Sanremo

Riceviamo e pubblichiamo:

"CARA ADNKRONOS, TI RACCONTO LA MIA NOTTE INSONNE"
(dalla pagina Fecebook ufficiale di FRANCO SIMONE)

Sono attonito. Dopo tanti anni di convivenza felice col mio lavoro, non mi sono ancora abituato alla superficialità colpevole di chi, operando coi mezzi d’informazione, racconta i fatti cercando solo il sensazionalismo più becero, ignorando la sacralità della Verità. Procediamo per ordine. Ieri alcuni fans e amici mi hanno inoltrato, dicendosi assai stupiti, un comunicato della prestigiosa Adnkronos nel quale, tra l’altro, a proposito del Festival di Sanremo, si leggeva: “Il caso Gregoraci di quest’anno ricorda quello del 1994 in cui il Msi-Dn invitò il presidente della Commissione di vigilanza Rai a chiarire per quale motivo non fosse entrato nel cast il cantante Franco Simone…“ La deduzione logica e immediata è che con queste parole si sia cercato di farmi passare per un raccomandato politico, in particolare dello schieramento di destra. Con tutto il rispetto dovuto alla signora Gregoraci, non esiste alcun nesso tra la sua attività e la sua storia e la mia persona. Non posso prendere le sue difese, ma posso raccontare di me. Le allusioni del cronista si riferiscono ad una edizione del Festival di Sanremo degli anni 90. A differenza di quanto viene raccontato o si lascia intendere, io non fui un artista che godette di particolari attenzioni benevole (leggi: raccomandazioni), ma rimasi vittima di una clamorosa, ingiusta esclusione dalla rassegna sanremese, grazie all’intervento del direttore artistico, il quale, ignorando l’entusiasmo dei giudici della commissione selezionatrice (4 su 5), tolse la mia canzone per favorire un altro collega, quello sì più “attenzionato” di me. Queste verità non sono frutto delle mie paranoie, ma sono semplicemente le affermazioni che mi fecero gli inquirenti milanesi che, dopo aver convocato me (e tanti altri colleghi), mi dissero che, con rigorose intercettazioni telefoniche, avevano già le prove dell’ingiustizia che era stata compiuta ai miei danni. Da me volevano la prova-regina. Mi limitai ad osservare che anche a me erano giunte quelle voci, ma non avevo alcuna prova da fornire, non essendo stato presente alle selezioni di cui si parlava. Questo il nudo resoconto di quanto avvenuto. Non feci alcuna intervista al riguardo, ma il giorno dopo, sui quotidiani di maggiore diffusione e prestigio (?) lessi “Franco Simone ha fornito le prove delle selezioni truccate…” Anche allora passai qualche notte insonne. Il mio manager di quei tempi, Nello Marti, noto come persona impulsiva, ma sempre e comunque dotato di profonda onestà intellettuale ed affamato di Giustizia, informò alcuni suoi amici politici dell’accaduto. Questi partirono, è vero, con un’interpellanza parlamentare in cui si denunciavano i fatti. Dovrebbe essere irrilevante il fatto che quei politici fossero di destra o di sinistra. La giustizia non dovrebbe avere alcun colore politico. Quello che veniva messo sotto la lente d’ingrandimento era l’anomalia delle selezioni sanremesi, delle quali, ripeto, ero rimasto vittima. E’ quindi una colpevole leggerezza, con profumo di mediocrità giornalistica, scrivere semplicemente che la destra intervenne in mio favore. A proposito dei miei “suggeriti” rapporti con la destra, val la pena di ricordare che io sono stato l’unico artista italiano che ha rischiato la vita in Argentina per aver rifiutato allettanti onorificenze offerte dalla dittatura militare. Ne è testimone il buon Red Ronnie, il quale, con la sua preziosa, appassionata voglia di aneddotica sul mondo musicale, a Buenos Aires raccolse una serie di interessanti interviste che raccontavano di me e della pesante censura che subii sotto il regime dei colonnelli.

Non mi stupisco più di tanto della scivolata giornalistica di Adnkronos o di altre autorevoli fonti d’informazione. Ci sono abituato da tanto tempo… da quando, per esempio
1- pur trovandomi nelle classifiche discografiche degli USA (unico caso di cantautore italiano dai tempi di Domenico Modugno), nessuna delle nostre maggiori agenzie giornalistiche trovò il tempo di darne notizia
2- oppure da quando, vincitore morale di una vecchissima edizione del Festival di Sanremo, con milioni di dischi venduti nel mondo della mia canzone “Fiume grande”, continuavo a leggere che l’insieme fallimentare delle vendite discografiche di quell’anno (il 1974) raggiungeva appena le centomila copie. Solo in un semestre, invece, la mia canzone è arrivata a vendere un milione e settecentomila copie nel mondo
3- oppure da quando nessun cronista raccontò le rocambolesche, vergognose avventure di quella collega che, avida di denaro e di successo, mi diffamò pesantemente e ripetutamente in una popolarissima trasmissione televisiva, semplicemente perché aveva paura che io fossi il vincitore del programma. “Anche mia figlia adora Simone, sia quando canta che quando parla. Se non ci difendiamo, quello vince, ma adesso ci penso io!” ripeteva. Come ho detto più volte, questo genere di personaggi non li considero colleghi. Sono solo miseri esseri in carriera. Siccome però la Divina Provvidenza non s’informa sui giornali o attraverso la televisione, quella signora, che agli occhi di un pubblico di bocca buona passa per sincera e simpatica, non sa più cantare, pur avendo avuto in dono da madre natura una stupenda voce. Perché da giovani si canta col talento avuto in dono, ma da adulti si canta con la propria anima. E se uno l’anima non ce l’ha…
4- oppure da quando, alla amatissima coppia Sandra Mondaini-Raimondo Vianello, che mi voleva come ospite in un bellissimo programma in prima serata, un dirigente RAI, a mia totale insaputa, raccontò che mi rifiutavo di andare, perché il programma mi faceva schifo! Il tutto per invitare al mio posto un collega più “sponsorizzato” di me! 
5- oppure da quando, dopo aver ricevuto due dischi d’oro e uno di platino al mercato internazionale del disco di Cannes, davanti alle telecamere del più importante telegiornale nazionale, ho assistito poi alla messa in onda della registrazione, in cui, evitando di inquadrare la mia faccia, si diceva che quei premi erano stati assegnati a ben altre persone.

Concludendo, dovrei dire che ce l’hanno tutti con me? Proprio no! Grazie al Cielo amo più che mai la musica ed il mio lavoro, mi ritengo fortunato e non ho mai avuto alcun problema col pubblico vero, italiano o straniero che sia. La prova sta nel fatto che anche i miei più recenti lavori discografici (il mio Stabat Mater, che ha ottenuto il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, “Carissimo Luigi”, il mio album dedicato a Luigi Tenco, “Per fortuna”, il mio album in cui duetto anche con i sempre leggendari Inti Illimani) hanno avuto l’onore di trovarsi ai primi posti delle classifiche, incontestabili, di Amazon… anche questa volta nel silenzio dei media! Di quello che succede all’estero poi, quando sento dire che bisogna amare e diffondere la musica italiana, mi chiedo perché non si dia notizia del fatto che 
-le mie canzoni sono in assoluto quelle italiane più amate ed eseguite in America Latina
-che la mia “Paisaje” (Paesaggio), che nelle differenti versioni ha superato duecento milioni di visualizzazioni in You Tube, è al centro del film campione d’incassi “Gilda-No me arrepiento de este amor”, che, presentato a Los Angeles da Richard Gere, ha rasentato l’assegnazione di un Oscar per il miglior film straniero, con ben 7 minuti dedicati alla mia musica.
Per oggi può bastare!
Una volta non c’erano i social, con i quali avrei potuto dire la mia. Oggi, almeno, mi prendo la piccola soddisfazione di fare un po’ di chiarezza.
Ringrazio tutti coloro che hanno letto fino in fondo questi miei appunti.

Franco Simone

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.