Nirvana, "Nevermind" ha 30 anni: la storia di “Smells Like Teen Spirit” (seconda parte)
Cobain ha sempre sostenuto di aver pensato ‘Teen Spirit’ come un tentativo di applicare un metodo di arrangiamento tipico dei Pixies, il contrasto fra strofe pacate e ritornelli più energici. Il riferimento gli sembra smaccato e anche Novoselic è convinto che molti se ne accorgeranno e pioveranno le critiche. La preoccupazione si rivela infondata: “Teen Spirit” non richiama direttamente nessuna canzone dei Pixies, e le variazioni di dinamica fra strofe e ritornelli non sono comunque un’esclusiva della band di Black Francis. Non passa inosservata invece la somiglianza tra il riff di chitarra di “Teen Spirit” e quello del ritornello di “More Than A Feeling” dei Boston: gli accordi sono diversi ma il pattern ritmico è molto simile. Impossibile stabilire se si tratti di uno “scippo” deliberato oppure di una casualità; comunque la band ci scherza sopra durante il Reading Festival del 1992, improvvisando una versione traballante del ritornello
di “More Than A Feeling” prima di attaccare “Teen Spirit”. L’affinità tra i due pezzi comincia e finisce lì, anche se è curioso osservare che entrambi sono diventati grandi successi in maniera del tutto inaspettata.
Cobain rileva anche una netta somiglianza fra “Teen Spirit” e “Godzilla” dei Blue Öyster Cult; la similitudine si limita però al riff principale, e non è particolarmente evidente.
Interpretare il significato del testo di Teen Spirit è un’impresa ardua e probabilmente inutile. Cobain si è divertito a confondere le acque con spiegazioni di questo tenore: “Non è più tabù per i tatuati prendere la propria solidarietà generazionale e ficcarla nel culo a quei disgraziati fan dei Byrds e degli Herman’s Hermits che chiamiamo genitori”. A quanto pare, aveva intenzione di intitolare il pezzo “Anthem”, inno, ma è stato costretto a rinunciare dalla sua fidanzata del momento, Tobi Vail delle Bikini Kill, dato che le Bikini Kill avevano già scritto un pezzo intitolato “Anthem”. I due si sono messi a litigare per l’uso del titolo e alla fine Cobain ha lasciato perdere. L’idea buona gli è arrivata da un’altra Bikini Kill, Kathleen Hanna, al termine di una serata di bagordi: “Siamo finiti a casa di Kurt e ho sfasciato un po’ di roba. Ho preso un pennarello Sharpie e ho scritto un po’ di cazzate sul muro della sua stanza. Poi sono crollata, col pennarello in mano. Mi sono svegliata e avevo uno di quei doposbornia in cui pensi che potresti trovare un cadavere nella stanza accanto. Perciò non ero molto contenta quando, sei mesi dopo, Kurt mi ha telefonato e ha detto: ‘Ti ricordi quella serata? Hai scritto una frase sul muro che è una figata e voglio usarla nel testo di una canzone’. Per tagliar corto e non dover più pensare a quella serata gli ho detto che poteva usare quello che voleva. Poi ho appeso e mi sono chiesta come cazzo avrebbe potuto usare in un testo la frase ‘Kurt smells like Teen Spirit’”. Non è chiaro se Cobain sapesse o no che Teen Spirit era il nome di un deodorante della Mennen (usato a quanto pare da Tobi Vail), però il titolo “Smells Like Teen Spirit” rifiette alla perfezione l’ambiguità contraddittoria del testo: urlo di rabbia adolescenziale o resa incondizionata al marketing indirizzato ai giovani?
Il singolo entra nella Top 10 di Billboard e trascina tutto l’album: i Nirvana sono il primo gruppo underground a sfondare nel mainstream, e diventano il caso dell’anno. Il grunge diviene un tema di interesse generale, non solo riservato alla stampa specializzata, e Seattle diventa terreno di caccia per i discografici alla ricerca di nuovi gruppi rock.
Forse sarebbe accaduto comunque ma non c’è dubbio che sia stato il successo di “Teen Spirit” a dar fuoco alle polveri.
I testi sono tratti dal libro di Paolo Giovanazzi “Teen Spirit”, pubblicato da Giunti, per gentile concessione dell’autore e dell’editore; al libro rimandiamo per la versione integrale dei testi di presentazione delle canzoni di “Nevermind” e di tutti gli altri album dei Nirvana.
