Di come i Pantera fecero successo

La band texana esisteva ormai da qualche anno, poi una sera si esibì ad Arlington e...

Di come i Pantera fecero successo

Derek Shulman è stato il frontman di una delle formazioni più celebrate e influenti del prog degli anni Settanta, i Gentle Giant. La band britannica ha vissuto discograficamente per quell'unico decennio, dal 1970 al 1980. Ovvero dalla pubblicazione del primo, eponimo, album nel novembre del '70, fino all'uscita dell'undicesimo disco in studio, “Civilian”, nel marzo 1980.

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Una volta chiusa l'esperienza con i Gentle Giant, all'età di 33 anni Shulman va a sedersi dall'altro lato della scrivania e diventa un discografico. Un discografico di successo. Nel periodo trascorso in Polygram firma, tra gli altri, i Bon Jovi. La sua permanenza in Atco è nobilitata da Dream Theater e Pantera. E durante la sua presidenza in Roadrunner Records strappa il contratto a Slipknot e Nickelback.

In una intervista rilasciata a Ultimate Classic Rock Shulman ha raccontato la sua esperienza di come scoprì i Pantera.

“Ho messo sotto contratto alcune band abbastanza grandi in PolyGram, prima di diventare presidente e CEO di Atco Records. Verso la fine del periodo in PolyGram, avevo visto un paio di video di questi Pantera del Texas. Suonavano meravigliosamente, ma io (non volevo firmarli) perché me ne stavo andando, avendo l'offerta di dirigere una società. Non appena fui in Atco, alcune persone che lavoravano per me e seppi che i Pantera avrebbero suonato in un paio di posti. Avevo uno scout in Texas e gli dissi, 'Vai a vedere questi Pantera a cui sono stato interessato'. Fece 200 miglia per vederli ad Arlington, in Texas. Mi chiamò dopo tre canzoni e disse, 'Questa band è fantastica. Devi venire a vederli'. La settimana seguente avevano un altro spettacolo nello stesso posto. Ci andai con la speranza di vedere qualcosa che avrebbe funzionato oppure che non avrebbe funzionato e se non fossero andati bene, non li avrei presi. Andai là, conoscendo gli affari come facevo allora, essendo uscito dalla PolyGram. Erano musicisti così fantastici che presentarono la loro musica incredibilmente bene. Diventai un fan. Tornai per parlare con loro ed erano dei 'party animals', questo è certo. Ma furono superbi. La cosa incredibile era che nessun altro era interessato a questa band. Sono stato assolutamente travolto da loro. Sapevo che avevano 'tutto'. Sapevo che non sarebbero andati su MTV o in radio, ma essendo nella discografia ed essendo letteralmente travolto, sapevo che la gente avrebbe adorato questa band. Li firmai, sapendo che non sarebbero stati i preferiti dalla TV e dalla radio, ma che avrebbero travolto la gente in concerto. Investii tutto il denaro del marketing per sostenerli dal vivo, abbastanza sicuro, che, una volta che avessero suonato in ogni dove, ci sarebbero tornati tre mesi dopo e avrebbero suonato davanti a un pubblico numeroso dieci volte tanto. Il passaparola fu sorprendente. Quando uscì “Cowboys From Hell”, erano sulla bocca di tutti”.

Viene detto a Shulman come sia incredibile che abbia compreso la loro grandezza dopo solo una manciata di canzoni, lui ha risposto:

“È molto raro, ma quando ce l'hai, se potessi farlo e venderlo, potresti guadagnare miliardi. Ci sono alcuni artisti che li riconosci con l'istinto: 'Questa band è uno di quelli'”.

“Cowboys from Hell” (leggi qui la nostra recensione) è il quinto album della discografia dei Pantera ed è uscito nel luglio 1990. La band texana era formata da Phil Anselmo alla voce, Vinnie Paul alla batteria, Dimebag Darrell alla chitarra e Rex Brown al basso.

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