Rolling Stones, quella volta che Keith Richards prese a chitarrate un invasore di palco. Video

Se andate a vedere il gruppo di 'Satisfaction' godetevi lo show e state al vostro posto, perché le manifestazioni di affetto sul palco improvvise e non autorizzate non sono gradite: nel 1981 negli USA, infatti...
Rolling Stones, quella volta che Keith Richards prese a chitarrate un invasore di palco. Video

E' il 18 dicembre del 1981: i Rolling Stones sono di scena all'Hampton Coliseum per la penultima data dell'American Tour 1981, trionfale tour negli States organizzato per promuovere la pubblicazione dell'album "Tattoo You". Sono le battute finali del concerto, e Mick Jagger e compagni vogliono chiudere col botto: subito dopo l'attacco di una delle loro hit più famose, "(I Can't Get No) Satisfaction" del '65, una cascata di palloncini viene riversata su palco e platea. E' l'apoteosi. Nell'eccitazione e nella concitazione del momento qualcuno riesce a eludere i controlli alla base del palco e sale sul palco. La scena è visibile nel video qui sotto, a partire dal primo minuto del video.

Dalla destra del proscenio qualcuno corre come un ossesso verso il frontman. L'inquadratura di stringe. Keith Richards si trova alle spalle di Jagger. Con la coda dell'occhio vede l'intruso lanciarsi verso il cantante. Keef non fa una piega: abbassa il volume della sua Telecaster, la brandisce contro il fan troppo espansivo e inizia a colpirlo senza pietà, facendolo desistere dal proposito di abbracciare il suo idolo. Sotto la pioggia di palloncini colorati, e una volta allontanato l'invasore di palco, Richards si ricompone, si rimette al collo la chitarra, alza il volume e ricomincia a suonare come se nulla fosse.

Su quello che negli anni è diventato uno degli aneddoti più selvaggi di uno dei rocker più selvaggio di sempre è tornato anni dopo, in un'intervista, lo stesso Richards:

"Lo rifarei", ha ammesso Keef senza scomporsi: "La security non c'era. Almeno, era davanti a noi. Io guardavo le spalle di Mick. Non avevo idea di che intenzioni avesse questo tizio. E la Telecaster è una mazza dannatamente buona. La mia preoccupazione era tenerlo lontano dalla batteria di Charlie, perché se avesse creato problemi alla batteria sarebbe stato un vero casino. E' stata una cosa automatica, istintiva".

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