Patti Smith: ‘Avrei voluto scrivere ‘Le avventure di Pinocchio’'

La rocker statunitense ha speso qualche parola con il Guardian a proposito del suo percorso letterario e ha citato il nostro Collodi.

In occasione della pubblicazione, avvenuta lo scorso 24 settembre, del suo libro “Year of the Monkey”, Patti Smith ha fatto due chiacchiere con il Guardian a proposito delle sue letture. Intervistata dalla celebre testata britannica la rocker ha citato alcuni titoli come “The Prince and the Pauper” di Mark Twain, che la voce di “Because The Night” ha ricordato come un libro che non è stata in grado di finire per la carica di ansia che la lettura le ha trasmesso, al punto da farla vomitare, e “Piccole donne”, il classico di Louisa May Alcott, che Patti Smith ha invece presentato come il libro che le ha cambiato la vita. Non solo, però, perché l’artista statunitense ha menzionato anche il nostro Collodi e il suo “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino”, il romanzo per ragazzi scritto da Carlo Lorenzini, in arte Carlo Collodi, pubblicato per la prima volta per intero nel 1883 e reso cartone animato dalla Disney nel 1940: Patti Smith ha raccontato che avrebbe voluto essere stata lei a scrivere il libro sull’iconico burattino. “È il libro perfetto per ogni età”, ha spiegato, entrando poi nel dettaglio: “Parla di creazione, della guerra tra bene e male, di redenzione e trasformazione in una favola amabile. L’ho amato da quando avevo sette anni e ho desiderato scrivere qualcosa di simile”.

Non manca molto al ritorno di Patti Smith nella Penisola con alcune date dal vivo: la cantautrice andrà in scena nei mesi di novembre e dicembre a Trieste, Varallo, Carpi, Spoleto, Ravenna e Pavia. La sua ultima prova di studio, “Banga”, risale al 2012.

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