TheGiornalisti: "Sto cacchio de Circo Massimo...”

Il concerto al Circo Massimo del 7 settembre, le voci di tensioni e le relazioni interne: abbiamo parlato con Marco Primavera e gli abbiamo chiesto conto della lunga estate calda della band romana.

TheGiornalisti: "Sto cacchio de Circo Massimo...”

“Sono in studio, sono un po’ cotto. Uso questa intervista per rilassarmi un po’”, esordisce così Marco Primavera. Raggiungiamo il Thegiornalista telefonicamente in sala prove, dove la band si sta preparando il concerto al Circo Massimo del 7 settembre.  E’ stata una lunga estate calda, quella dei Thegiornalisti, tra le voci di tensioni tra il frontman e Musella e Primavera e  i numeri di vendita dei concerto (30.000 biglietti al 24 agosto, secondo i dati SIAE riportati da Il Messaggero). Mentre Paradiso parlava attraverso i social e Primavera e Musella (con un loro ufficio stampa e un loro management separato da quello del cantante) si interfacciavano con la stampa.
Abbiamo chiesto a Primavera conto di cosa succede nella band e cosa succederà al concerto.

E’ la prima volta che sento dire da un musicista che le interviste sono un momento di relax. Da quanto state provando?
Ho perso la cognizione del tempo, essendo sempre in studio. Non mi ricordo neanche che giorno è…   Aspetta che guardo il calendario: stiamo provando da dieci giorni, più o meno. 

Qualche tempo fa gli Afterhours raccontavano a Rockol la particolarità di fare un solo concerto dopo mesi di stop. E’ come giocare una finale senza i preliminari, dicevano. 
A livelli di preliminari abbiamo fatto tutto, e arriviamo preparati. L’assetto, anche livello di team, è quello del tour. Abbiamo modificato delle cose, stiamo riarrangiando dei pezzi. Torniamo dopo poco, abbiamo finito qualche mese fa, e sapevamo esattamente come gestire tutto.

Però questo non è un concerto normale. Cosa ci sarà di diverso in scaletta e allestimento?
Tutto quello che uno può pensare che ci sarà di diverso, sarà diverso.

Quindi anche la scaletta?
Si, ci saranno dei brani diversi, stiamo dando dei vestiti diversi ad altri brani. Stiamo un po’ giocando su queste cose. Noi ci divertiamo: la nostra forza, quella di noi tre, è  l’arrangiamento. Non voglio fare il primo della classe ma a me piace molto come arrangiamo, noi tre tutti assieme.

Sono stati annunciati gli ospiti. Come li avete scelti?
E’ stato facile. Carboni ha senso perché è stata la prima persona con cui abbiamo collaborato, venne al nostro primo concerto in un palazzetto nel 2017 e sono solo due anni fa. Anche Elisa venne a quel concerto. Dardust ha arrangiato e prodotto molti nostri brani. Calcutta per la romanità. I motivi sono facilmente comprensibili.

Che effetto fa il Circo Massimo?
Sinceramente: strano. Abbiamo sempre avuto l'attidudine "testa bassa e lavorare" e avuto tante di quelle batoste nella nostra carriera... Noi esistiamo da 10 anni ma ancora prima suonavamo da anche prima in locali di Roma che hanno chiuso. Adesso abbiamo preso la consapevolezza che siamo un nome e piacciamo.
Stiamo iniziando a capire che andremo a fare sto cacchio de Circo Massimo, Insomma, hai capito…  Abbiamo passato l’estate senza pensarci. Nella mente è un casino: "Cosa fai, dopo l'estate? Il Circo Massimo..". Poi la pressione che ti mettono tutti: “Siete la prima band italiana a fare il Circo Massimo!”. Calma...

Sulla pressione torniamo tra poco. Ma di chi è stata l’idea di suonare lì? Vostra, del management, del promoter?
Inizialmente stavamo capendo dove concludere il tour. Poi abbiamo deciso di fare una slegata, che celebrasse tutto. Non mi ricordo chi l’ha detto esattamente. Ci siamo mandati mille vocali, forse Marco e Tommy se lo ricordano meglio, forse una sera, in un locale.... Comunque è uscito , pensavamo fosse uno scherzo, Poi abbiamo visto che il promoter, l’agenzia di booking, ha detto ‘facciamolo’. Io ho detto: "Calml magari facciamo un’altra location, poi m’hanno convinto". E' la location più bella di Roma.

Il luogo ha dei precedenti ingombranti.
Il problema è che io non molto tempo fa sono stato a vedere Roger Waters e ho ben presente tutto. Ho visto anche i Rolling Stones. Forse era meglio non andare a vedere quei concerti, mi hanno dato la sicurezza del fatto che è un posto gigante…

Il concerto diventerà un disco dal vivo?
Eh… Vediamo.

E’ un modo per dire “si”, ma non potete ancora annunciarlo?
Vediamo, davvero. Queste cose le stiamo decidendo adesso.

Vi aspettavate tutta questa pressione da parte della stampa e sui social?
Diciamo che un po' fa parte del gioco, l'abbiamo accettato e ci sguazziamo dentro. Noi stiamo a testa bassa e lavoriamo. Ci interessa fino ad un certo punto quello che dicono su di noi.
Io faccio l’artista, tu fai il giornalista perciò sai che a livello di giornalismo si fanno piccoli attacchini, piccole cose che voglioni mettere pressione....

Tommaso Paradiso alla conferenza stampa di “Maradona Y Pelè” disse: “Diranno ‘che è 'sta cagata’, poi la balleranno tutti, e io farò un sacco di SIAE”.
Vi sentite sotto attacco dalla stampa?

Questa cosa fu molto forte quando uscì un pezzo che si chiama “Il tuo maglione mio”: mi ricordo che c'hanno dato giù  tutti, dicendo che faceva schifo. Poi tutti lo ballavano e lo chiedevano.
A noi interessa il contatto con il pubblico live, è l’unica cosa sacra. Poi tutto quello che scrivono attorno a noi ci interessa fino ad un certo punto. Però ci sono dei piccoli attacchini avvenuti nella nostra storia, ma chi se ne frega.

In questo momento, invece?
Io personalmente non mi sento sotto attacco e credo di poter parlare in rappresentanza di Thegiornalisti. Ognuno fa il suo mestiere. Ti posso dire che ci sono persone che fanno il mestiere del giornalista che tirano fuori cose più accattivanti da quello che dici. Ma è normale, fanno il loro mestiere.

Tempo fa eri tu che ti occupavi della comunicazione del gruppo, giusto? 
Si, ma era una comunicazione basica. Non sono un comunicatore alla Tommaso Paradiso, che negli anni ha sviluppato un suo stile che a noi è servito tantissimo, è un ottimo frontman. Io ho gestito finché non abbiamo avuto  le prime etichette, il primo management, ma sempre con il consenso di tutti...

Tommaso Paradiso quest’estate ha avuto delle reazioni dure sui social agli articoli, li ha definiti “baggianate”. Cosa ne pensi?
Ognuno ha il suo modo di fare, c'è chi è più introverso e si tiene le cose dentro. Ognuno può fare quello che vuole. Tommaso non ha mai offeso nessuno. Mi sento di difenderlo, sono completamente dalla parte di Tommy.

È curioso che in una band, l’estate prima di un concerto così grosso, non abbia parlato il frontman, ma abbiate scelto di tornare a parlare tu e Marco. Da cosa è nata la vostra scelta?
Io ho sempre parlato, in realtà, magari non avveniva su un quotidiano, ma sono sempre stato aperto. E' capitato Non è che improvvisamente ho detto “Adesso mo’ parlo”. Se parlo di più è perche c'è della promozione da fare, c'è un concerto grosso....

Si è scritto molto di tensioni nella band. E il fatto che improvvisamente il frontman non parli ha alimentato le voci di scioglimento. Avete pensato all’impatto di questa scelta? 
Penso che l’Italia sia un paese di gossip allo stato brado. Tutte le band che mi piacciono hanno musicisti che parlano tutti… Se questo è un tuo pensiero…

Più che un mio pensiero, torna in mente la canzone degli Elio e Le Storie Tese “Litfiba tornate insieme”, che ironizzava sulle tensioni nelle band: “Doppio manager, doppio camerino, doppio catering, doppio ufficio stampa”.
Vedere che la band ha strutture diverse e che parli in maniera separata è inusuale.

Sicuramente qualcuno può interpretare un entourage nuovo in questa maniera. Abbiamo più persone che collaborano con noi: ci sono più cose da gestire, e più persone ci sono che lavorano per noi e meglio è, ci può far fare il salto di qualità:. Questa cosa che vi state sciogliendo… Io personalmente ti dico che non voglio sciogliere Thegiornalisti, voglio andare avanti.

Gli altri cosa ne dicono?
Noi ci siamo visti e riconfermati, anche se non ce n’era bisogno, la nostra volontà di andare avanti assieme. Ovviamente del domani non v’è certezza… Ma questo vale per tutto.

Ierii è uscita però un’intervista a Vanity Fair dove tu e Marco usate toni duri: "Il gruppo l'ho concepito io, magari Tommy non se lo ricorda, o non lo cita, è una persona sbadata". E ancora: "I Thegiornalisti non sono la band di Tommaso Paradiso. Se qualcuno percepisce questo, facciamo bene a fare interviste".
Ma i toni magari non li decide l’artista. Io posso dirti una frase di due minuti, ma tu che devi riportare sintetizzi ed esce un’altra cosa. Può capitare.

30,000 biglietti al Circo Massimo. Tanti o pochi?
Per me sono tantissimi. So che le vendite stanno andando alla grande. Non so a quando ti riferisci per questo dato…

È un dato SIAE riportato da Il Messaggero il 24 agosto.
Io di cifre non mi occupo. Io sono contento, pure se erano 1000, siamo al Circo Massimo. E’ una battuta, ovvio: sono convinto che saranno di più di 30,000.

Dopo il Circo massimo cosa succede? 
Abbiamo appena firmato con Island di Universal. In cantiere ci sono delle cose fa fare. Capiremo i tempi perché veniamo da tre anni di fuoco. Un attimo vorremmo rilassarci.

Dalla Island, quando hanno letto gli articoli usciti quest’estate, vi hanno chiamato per chiedervi cosa stava succedendo?
A me non ha chiamato nessuno personalmente. Sono qua alle prove con Marco e anche lui non è stato chiamato e neanche Tommy. Dici che sono spaventati? Guarda, non so niente dei contratti, sono 20 pagine… Però sì ci riposeremo, magari neanche la gente ne può più di noi...

(Gianni Sibilla)

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