Jova Beach Party, gli ambientalisti rispondono agli attacchi di Jovanotti
In un lungo post pubblicato sul proprio profilo Facebook ufficiale nella giornata di ieri, lunedì 2 settembre, Jovanotti aveva polemicamente accusato alcune associazioni ambientaliste - nello specifico, Legambiente ed ENPA - di essere cadute nel tranello di "mitomani da social" e di aver contrastato senza ragioni valide lo svolgimento di alcune date del Jova Beach Party, il festival itinerante che vedrà Lorenzo Cherubini esibirsi nelle principali località balneari italiane fino al prossimo 7 settembre - con una coda, il 21 dello stesso mese, presso l'aeroporto di Linate di Milano (momentaneamente chiuso al traffico aereo per lavori di manutenzione).
In un articolo firmato da Agostino Gramigna sul Corriere della Sera i diretti interessati hanno risposto alla stoccata social di Jovanotti.
La presidente dell'Ente Nazionale Protezione Animali Carla Rocchi ha dichiarato:
Dice che non è ingenuo in questo genere di cose? Io invece credo lo sia stato. E molto. Forse si sarà fidato di pareri che sono senza logica. Non ci vuole un esperto per capire che fare concerti di 40 mila persone anche nel deserto può danneggiare i serpenti. Cherubini avrà fatto una scelta di marketing, ambientale, artistica, non lo so. Ne ha diritto. Ma possiamo muovere qualche critica o dobbiamo stare zitti? Forse ha molto presunto dalla sua immagine, dalla sua buona fede. C’è rimasto male perché nelle sue canzoni parla di ambiente? La natura va rispettata realmente non si può solo cantarla.
Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, si è detto stupito delle accuse rivolte alla sua associazione dall'artista:
Non capisco cosa c’entriamo noi. Non abbiano contestato il tour. Abbiamo mosso dei rilievi solo su tre tappe, in provincia di Ferrara, Roccella Jonica e Policastro. Non abbiano bisogno di polemizzare con Jovanotti per avere visibilità. Ho rifiutato tutte le interviste nei mesi scorsi sul tema. Mi dispiace per il suo tono, non me lo aspettavo.