Jova Beach Party, Jovanotti perde la pazienza

Mancano solo due date alla fine del Jova Beach Party e Lorenzo, dopo mesi di polemiche, non resiste più: “Il mondo dell’ambientalismo è più inquinato dello scarico della fogna di Nuova Delhi!”.

Jova Beach Party, Jovanotti perde la pazienza

Poco dopo la data del 31 agosto alla Spiaggia del Muraglione di Viareggio e in attesa che prendano vita gli ultimi due appuntamenti della festa itinerante sulle spiagge di Lorenzo Cherubini – previsti il 7 settembre a Montesilvano e il 21 settembre a Linate – Jovanotti ha perso la pazienza per le continue polemiche che hanno segnato il suo Jova Beach Party fin dal debutto dell’esperimento e ha pubblicato un lungo testo sui social nel quale si scaglia contro il sedicente, dal punto di vista del cantautore romano, mondo dell'ambientalismo, che l’artista scrive essere “pieno di veleni, divisioni, inimicizie, improvvisazione, ciarltroneria, sgambetti tra associazioni, protagonismo narcisista, tentativi di mettersi in evidenza gettando discredito su tutto e su tutti, diffondendo notizie false, approfittando della poca abitudine al “fact checking “ di molte testate”. Concludendo: “Il mondo dell’ambientalismo è più inquinato dello scarico della fogna di Nuova Delhi!”.

Non tutte le tappe del Jova Beach Party, che ha preso il via lo scorso 6 luglio a Lignano Sabbiadoro, hanno superato indenni le critiche. Per le critiche ricevute il live che avrebbe dovuto tenersi a Ladispoli è stato spostato a Cerveteri; l’unico concerto il montagna del progetto, quello del 24 agosto, a Plan De Corones, è andato in scena nonostante l’aspra contrarietà dell’alpinista Reinhold Messner; la data di Rimini ha rischiato l’annullamento, così come quella di Roccella Jonica e di Policoro; quella di Viareggio ha dovuto far ricorso, all’ultimo momento, a una serie di transenne; quella di Albenga è stata cancellata e quella di Vasto è stata spostata a Montesilvano. È in questo contesto che si colloca il post di Cherubini di oggi, che prosegue:

Pensavo e penso ancora che la collaborazione con il WWF sia garanzia di rispetto delle aree. Invece un delirio nei social, una miriade di cazzate sparate a vanvera da chiunque, una corsa al like facile da parte di sigle e siglette che hanno approfittato ogni giorno della visibilità offerta da un nome popolare e da un grande evento per cavalcare l’onda, mettersi in mostra, inventare palle, produrre prove false che nessuno mai verificherà perché la rete è così. Addirittura “Lega ambiente” e “Ente Nazionale Protezione Animali” recentemente sono cascate in una trappola tesa loro dai mitomani che se non fossero pericolosi farebbero anche ridere (sono emerse storie che superano sceneggiature di commedie grottesche).

E ancora:

Hanno detto che abbiamo abbattutto alberi, strerminato colonie di uccelli, spianato dune incontaminate, costruito eliporti (eliporti!!!!!), disorientato fenicotteri, prosciugato stagni, gettato napalm sulle piantagioni di canna da zucchero del sud-est asiatico, trivellato il mare, assoldato mercenari, mostrato ascelle a gente che non gradisce certe sconcerie (soprattutto non gradisce la ascelle), sudato troppo, goduto troppo, ballato troppo, cantato troppo, disturbando sia Don Camillo che Peppone.

Conclude infine Jovanotti:

L’ecologia è una scienza, se si trasforma in terreno di scontro di tifoserie è un danno per tutti, non si tratta di giocare a discutere se la terra è piatta o se l’aglio scaccia i vampiri ma di scienza, comportamenti, tecnologia, obiettivi a breve e lungo termine, politiche locali, nazionali e internazionali, studio, ricerca, ispirazione, competenza, risorse, investimenti, impegno, analisi seria dello stato delle cose, senza panico e con voglia di collaborare.

Tra le prime risposte al post di Lorenzo c’è quella della ONLUS per la salvaguardia dei beni culturali, artistici e naturali Italia Nostra: la presidente Mariarita Signorini in una dichiarazione rilasciata all’Adnkronos ha fatto sapere che i membri dell’associazione sarebbero “esterrefatti dal linguaggio che Jovanotti ha utilizzato oggi su Facebook. La sua è una caduta di stile che ci ha lasciato amareggiati”. Motivando: 

Italia Nostra ha monitorato i concerti di Jovanotti in alcune location considerate particolarmente sensibili -prosegue- tra queste quella di Rimini e quella di Roccella Jonica e a Praia a Mare, di fronte all'isola di Dino. Forse la scelta delle spiagge è stata dettata dal desiderio di economizzare sul costo delle location. Non abbiamo niente da ridire sui suoi concerti di Jovanotti purché siano organizzati in luoghi idonei e non in spiagge, come quella di Rimini, che era diventata un sito di ripopolamento faunistico.

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