Morte di Brian Jones: spunta un'intervista inedita
La morte di Brian Jones è uno dei più grandi misteri della storia della musica rock. Il fondatore dei Rolling Stones venne ritrovato sul fondo della sua piscina, alla Cotchford Farm nell'East Sussex, nella notte tra il 2 e il 3 luglio 1969, poche settimane dopo la sua espulsione dalla band. In questi cinquant'anni si sono susseguite diverse ipotesi e teorie sulla morte di Brian Jones, ma le dinamiche dell'episodio non sono state mai del tutto chiarite.
Ora su Netflix arriva un documentario (la data di rilascio non è stata ancora ufficialmente indicata) che prova a fare luce sulla vicenda e la novità è che contiene un'intervista inedita a Tom Keylock, veterano di guerra ed ex autista degli Stones, scomparso il 2 luglio 2009.
L'intervista fu realizzata dal giornalista investigativo Terry Rawlings (dal suo libro è stato tratto il documentario di Netflix) poco prima della morte di Keylock, ma non è stata mai pubblicata. L'ex autista dei Rolling Stones, in sostanza, confermò che quella sera tutti coloro che erano nella casa di Brian Jones fecero abuso di alcool e droghe e che gli stupefacenti potrebbero aver giocato un ruolo determinante nella morte del musicista: "Eravamo tutti strafatti, avevamo perso la cognizione del tempo". E ancora, riferendosi a Frank Thorogood, che aveva avuto dei dissaporti con il rocker e che sul letto di morte avrebbe svelato di aver ucciso Brian Jones: "Non so se l'intenzione di Frank fosse quella di uccidere Brian. Forse stavano solo giocando in piscina e qualcosa andò storto. Ma da sempre so che Brian non morì di morte naturale".