La redazione di Rockol non è responsabile del contenuto di questa notizia, che è tratto da un comunicato stampa. Artisti, etichette e aziende che vogliono rendere note le proprie iniziative attraverso la pubblicazione di un loro comunicato stampa in questa sezione possono indirizzare una e-mail a [email protected]. La pubblicazione dei comunicati è a discrezione della redazione.
THE SKILLALAH
in concerto
INDIAN’S SALOON
Venerdi 22 aprile
Ore 22.00, infoline: 02/36518800
presentano l’album ‘Irish Heart’,
in tutti i negozi a partire dalla prima settimana di aprile (Edel Music)
‘Irish heart’ non è semplicemente una raccolta di classici irlandesi reinventati da una bellissima band, ma un vero viaggio in Irlanda aperto da un magnifico inedito (appunto da’Irish heart’, e cioè dalla canzone che dà il titolo all’album) che ha i tratti struggenti di una ‘emigrant song’e il cui tema ritorna cinematograficamente alla fine a suggellare un ipotetico e struggente viaggio di ritorno a casa.
Tra l’inizio e la fine la band attraversa episodi, solo per citarne alcuni, che vanno dalle divertenti atmosfere da pub di canzoni come ‘The rare old mountain dew’, ‘Raggle taggle gypsy’, a quelle raffinate e sognanti di ‘Flowers of red hill’, a quelle che accarezzano magnifiche e commoventi ballate come ‘Star of the county down’ e ‘Lily of the west’.
Fisarmoniche, cornamuse, mandolini, flauti, percussioni, chitarre e armoniche, sostengono e accompagnano la particolarissima voce di Patrick McCloskey, che tanto rimanda timbricamente ai migliori Pogues e che si sposa in maniera davvero emozionante anche nei due duetti con Tommy Eden.
Per noi, davvero un bellissimo e avvincente viaggio verso Greenland, auspicando che questo sia solo il primo toccante episodio.
THE SKILLALAH
in concerto
INDIAN’S SALOON
Venerdi 22 aprile
Ore 22.00, infoline: 02/36518800
presentano l’album ‘Irish Heart’,
in tutti i negozi a partire dalla prima settimana di aprile (Edel Music)
‘Irish heart’ non è semplicemente una raccolta di classici irlandesi reinventati da una bellissima band, ma un vero viaggio in Irlanda aperto da un magnifico inedito (appunto da’Irish heart’, e cioè dalla canzone che dà il titolo all’album) che ha i tratti struggenti di una ‘emigrant song’e il cui tema ritorna cinematograficamente alla fine a suggellare un ipotetico e struggente viaggio di ritorno a casa.
Tra l’inizio e la fine la band attraversa episodi, solo per citarne alcuni, che vanno dalle divertenti atmosfere da pub di canzoni come ‘The rare old mountain dew’, ‘Raggle taggle gypsy’, a quelle raffinate e sognanti di ‘Flowers of red hill’, a quelle che accarezzano magnifiche e commoventi ballate come ‘Star of the county down’ e ‘Lily of the west’.
Fisarmoniche, cornamuse, mandolini, flauti, percussioni, chitarre e armoniche, sostengono e accompagnano la particolarissima voce di Patrick McCloskey, che tanto rimanda timbricamente ai migliori Pogues e che si sposa in maniera davvero emozionante anche nei due duetti con Tommy Eden.
Per noi, davvero un bellissimo e avvincente viaggio verso Greenland, auspicando che questo sia solo il primo toccante episodio.
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