Odissea nello spazio: il racconto del concerto di Thom Yorke

Il frontman dei Radiohead chiude il tour italiano dei suoi Tomorrow's Modern Boxes a Roma: la recensione.

Odissea nello spazio: il racconto del concerto di Thom Yorke

Avete presente la scena di "2001: Odissea nello spazio" detta "Stargate", quando l'astronauta finisce nella scia luminosa e inizia a viaggiare alla velocità della luce attraversando panorami di mondi sconosciuti? Provate ad immaginarla con la musica di Thom Yorke in sottofondo. Lo spettacolo che il frontman dei Radiohead sta portando in giro per il mondo insieme ai suoi Tomorrow's Modern Boxes, trio di cui oltre a Yorke fanno parte il suo collaboratore di lunga data Nigel Godrich (già produttore degli album dei Radiohead) e il visual artist Tarik Barri, ha ben poco a che vedere con la forma tradizionale del concerto: somiglia più a una performance o a un'installazione audio-visiva, con le canzoni del musicista britannico che rappresentano ciascuna un viaggio dentro un mondo diverso, proprio come nel film di Stanley Kubrick.

All'inizio il palco è buio. Al centro dello schermo alle spalle dei tre artisti si intravede una piccola fessura bianca, che su "Interference" - il primo pezzo in scaletta - comincia pian piano ad allargarsi, fino a quando la luce non inghiotte totalmente l'oscurità e dà il via al viaggio cosmico di Thom Yorke e compagni: non si può tornare indietro.

Ci sono diverse canzoni rodate per il gruppo come "Black swan", "Harrowdown Hill", "The clock", "Cymbal rush" e "Atoms for peace" (dal primo album solista di Yorke, "The eraser", uscito nel 2006) o "A brain in a bottle", "Pink section", "Nose grows some" (da "Tomorrow's Modern Boxes" del 2014), e quasi tutte le tracce del nuovo lavoro solista del leader dei Radiohead, "Anima", molte delle quali comunque già suonate dal vivo dal trio prima dell'uscita del disco (da "Impossible knots" a "I am a very rude person", passando per "Traffic", "Twist" a "Ladies & gentlemen, thank you for coming" e "Not the news"), oltre a un paio di sorprese dalla colonna sonora del remake di "Suspiria" di Luca Guadagnino ("Has ended" e "Suspirium").

Impossibile capire dove finisce un pezzo e dove comincia quello successivo: Thom Yorke attacca gli strumenti e parte senza mai fermarsi, facendo tutto quello che gli passa per la testa. Le varie canzoni in scaletta sembrano rappresentare un unico grande blocco, come se si trattasse di una lunghissima suite di musica elettronica che alterna atmosfere da clubbing (con il pubblico che si lascia andare, trasformando la Cavea dell'Auditorium Parco della Musica di Roma - quinta ed ultima tappa italiana del tour, dopo Barolo, Codroipo, Ferrara e Perugia - in una discoteca a cielo aperto) a momenti più intensi, mentre sullo schermo si susseguono senza soluzione di continuità fasci di luce e oggetti non identificati: una vera odissea.

Thom Yorke, un po' stregone e un po' guardiano, prende per mano gli spettatori e li guida nel suo viaggio astrale, mostrandogli nebulose, scorci di stelle, ma anche cose terrificanti come gli orrori di "Suspiria" (che sul palco della Cavea rivivono con due tracce della colonna sonora del remake composta da Thom Yorke, "Has ended" e "Suspirium"), fino alla chiusura con "Atoms for peace", in un'esplosione finale di luci e colori.

di Mattia Marzi

SCALETTA:
"Interference"
"A brain in a bottle"
"Impossible knots"
"Black swan"
"Harrowdown Hill"
"Pink section"
"Nose grows some"
"I am a very rude person"
"The clock"
"(Ladies & genleman, thank you for coming)"
"Has ended"
"Amok"
"Not the news"
"Truth ray"
"Traffic"
"Twist"
"Dawn chorus"
"Runwayaway"
"Cymbal rush"
"Default"
"Suspirium"
"Atoms for peace"

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