'Adrian', terza puntata: alla fine Celentano rompe il silenzio e canta. Cosa è successo

'Adrian', terza puntata: alla fine Celentano rompe il silenzio e canta. Cosa è successo

E' finito nella sera di oggi, lunedì 28 gennaio, lo "sciopero della parola" di Adriano Celentano al Teatro Camploy di Verona, che da una settimana a questa parte ospita "Aspettando 'Adrian'", lo spettacolo che precede la messa in onda della serie animata diretta dall'ex ragazzo della via Gluck e realizzata con il contributo del maestro dell'illustrazione Milo Manara (che nel tardo pomeriggio di oggi ha puntualizzato via social il ruolo ricoperto nella realizzazione della serie).

La serata si apre con, sul palco, Nino Frassica, Giovanni Storti, Natalino Balasso e Francesco Scali, che si lamentano della mancanza di donne nello show: poco dopo appare l'attrice Ilenia Pastorelli, che prima raggiunge il trio, poi inizia a parlare con Celentano, però con l'audio abbassato. Segue un numero di ballo, poi il primo sketch - quello delle selezioni sui passeggeri dell'arca - che ha per protagonisti Frassica e Scali. Il Molleggiato appare poco dopo, ma solo con la propria voce. Confessato dal "frate" Frassica, Celentano ammette: "Ho più che peccato. Ho scientemente sabotato gli ascolti di Canale 5 non apparendo. E ho intenzione di peccare sempre di più, ogni puntata, finché dei sei milioni di ascoltatori non ne rimarrà soltanto uno. Io sto cercando lui, il ragazzo ribelle che salverà il mondo".

"Padre" Frassica lo assolve, e per penitenza gli assegna le preghiere di rito e "un rock'n'roll, perché a Dio piace il rock'n'roll". E qui Celentano compie la sua epifania definitiva, esibendosi - appunto - in un rock'n'roll e nella sua celebre rilettura ("Pregherò", pubblicata come singolo nel '62 con come lato B "Pasticcio in Paradiso") di "Stand by Me" di Ben E. King.

La serata prosegue prima con un monologo della Pastorelli sulla violenza sulle donne e sul femminicidio ("Abbiamo una gonna corta? Dicono che ce la siamo cercata. Sorridiamo a uno sconosciuto per gentilezza e il nostro compagno ci picchia? Lo denunciamo? Ci dicono che ce la siamo cercata"), poi con un'intervento dello scienziato Stefano Mancuso sull'intelligenza delle piante, dalla quale - secondo lo studioso - il genere umano farebbe bene a ispirarsi per valorizzare le diversità ed esaltare la solidarietà ("Vivendo come vivono le piante in mezzo al bosco").

Chiudono la serata i monologhi di Balasso, che fa riferimento alle accuse di sessismo rivolte alla serie animata ("Ma se chiami Manara a illustrarla cosa ti aspetti che disegni? Le palme?") e al primato europeo dell'Italia nel tasso di analfabestismo funzionale ("Perché ci peroccupiamo delle fake news, quando non capiamo nemmeno le notizie vere? Smentire una fake news è come scorreggiare nella galleria del vento"), e di Storti, che critica pesantemente le misure adottate dal governo in carica nel contrasto all'immigrazione clandestina ("Lo stato ha rinunciato all'accoglienza, e mi ricorda cose poco belle successe tempo fa", spiega l'attore, facendo riferimento alla Giornata della Memoria caduta proprio ieri, domenica 27 gennaio).

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