Axl Rose non voleva che l'album degli Slash's Snakepit fosse un flop perché...
L'ex manager dei Guns N 'Roses, Doug Goldstein, durante una intervista, è tornato con la memoria indietro nel tempo, fino ai tempi del primo dei due album degli Slash’s Snakepit, “It's Five O'Clock Somewhere”, pubblicato quasi 24 anni fa, nel febbraio 1995.
Racconta Doug Goldstein:
"Tom Zutaut non avrebbe mai detto a Slash che l’album non gli piaceva. Mi chiamò e mi disse: ‘Devi dirglielo, sei il suo manager’. Io gli risposi: "Tu sei l’A & R, di cosa stai parlando?" Lui allora disse, "Non ho intenzione di rovinare il mio rapporto con lui, ma non lo pubblicheremo cosi com’è.' Il presidente della discografica mi disse di parlare con Slash, così finii per parlare con Slash. Dissi solo, 'Liricamente, potresti voler dare un'occhiata ad alcune canzoni. Musicalmente mi piace, ma la casa discografica ha un problema con questo disco."
Continua ancora Goldstein:
"Axl voleva che fosse un buon disco. La realtà è che gli avrebbe dato del tempo per rilassarsi un po' e non doversi concentrare sulle cose dei Guns, avrebbe potuto pensare per un po’ alla sua vita. Axl non voleva che fallisse, tutt’altro. Voleva davvero che fosse un grande disco."
Dopo l’album “The Spaghetti Incident?”, uscito nel 1993, i Guns N’Roses si presero una pausa – pausa che, almeno discograficamente, si protrasse per ben 15 anni sino al 2008 quando venne pubblicato “Chinese Democracy” – così il chitarrista della band californiana Slash formò una band chiamata Slash’s Snakepit composta dagli altri due Guns N’Roses dell’epoca, ovvero il chitarrista Gilby Clarke e il batterista Matt Sorum, più Mike Inez degli Alice in Chains al basso e Eric Dover alla voce.
La band pubblicò nel 2000 il suo secondo e ultimo album, "Ain't Life Grand", ma della prima formazione rimaneva il solo Slash. Ora affiancato da Rod Jackson alla voce, Ryan Roxie alla chitarra, Johnny Griparic al basso e Matt Laug alla batteria.