Russia, Putin pensa a una stretta sul rap

Russia, Putin pensa a una stretta sul rap

"Se non possiamo fermarlo, dobbiamo cercare di controllarlo": questa la ricetta, espressa nel corso di un convegno tenuto lo scorso sabato a San Pietroburgo, proposta dal presidente russo Vladimir Putin per "gestire" l'esplosione sul mercato ex sovietico del rap. Alla presenza di alcuni consulenti per le politiche culturali del Cremlino, il presidente della federazione russa giunto al suo quarto mandato ha osservato come "il rap sia basato su tre pilastri: il sesso, la droga e la protesta". E le tematiche riguardanti le sostanze stupefacenti sono quelle che più preoccupano Putin, perché le problematiche relative alle droghe "fanno parte di un percorso di degrado della nostra nazione". Di qui, quindi, l'idea di adottare una linea non di censura ma di controllo sulle voci più popolari in ambito hip hop nei territorio dell'ex cortina di ferro.

Mosca, che non è mai stata molto tollerante coi messaggi sgraditi al governo lanciati dai palchi di show di musica dal vivo, negli ultimi tempi sta prestando particolare attenzione alle star emergenti della scena rap ex sovietica: solo lo scorso novembre Husky, forte di oltre sei milioni di visualizzazioni su YouTube e noto per i suoi testi che mettono alla berlina la corruzione e la violenza della polizia russa, è stato tratto in arresto poco prima di esibirsi nella città di Krasnodar, nella parte sud-orientale del paese. Sempre a novembre i rapper Gone.Fludd e Allj sono stati costretti a cancellare delle esibizioni in seguito alle pressioni delle autorità.

Music Biz Cafe, parla Paolo Salvaderi (Radio Mediaset)
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