Australia, uno studio rivela: 'I cristiani praticanti preferiscono la musica classica'

Australia, uno studio rivela: 'I cristiani praticanti preferiscono la musica classica'

Le più trite teorie sulla percezione dei generi musicali rapportate all'orientamento spirituale degli ascoltatori sarebbero - il condizionale è d'obbligo, non essendo la sociologia una scienza esatta - confermate da uno studio australiano condotto da Haydn Aarons, esperto di religioni, culture e globalizzazione le cui ricerche sono già state pubblicate dal prestigioso British Journal of Sociology: secondo l'indagine condotta dallo studioso - disponibile integralmente a questo indirizzo e presentate alla testata The Conversation - "i gruppi cristiani teologicamente più conservatori sono maggiormente portati a evitare le forme di musica popolare rispetto agli ascoltatori non religiosi. Al contrario, i cristiani praticanti preferiscono generi come la musica classica e la lirica. Il 43% di chi frequenta con regolarità funzioni religiose assiste con altrettanta regolarità a concerti classici, rispetto al 29% di chi non frequenta la chiesa".

L'avversione dei praticanti nei confronti di "rock, heavy metal, e alternative rock" sarebbe dovuta alla "percezione di incitamento al sesso e alla violenza contenuta nei testi delle canzoni. La musica classica è meno esplicita riguardo questi temi, oltre ad avere un ruolo centrale nella liturgia cristiana".

Benché il christian metal sia ormai una realtà più che consolidata, con band come Underoath (nella foto) e P.O.D. non nuove a incursioni ai piani alti delle classifiche di vendita, Aarons ha spiegato come il più classico dei pattern riguardo il giudizio espresso nei confronti dei generi musicali da parte dei vari gruppi sociali resti ancora valido: "I pericoli nel mischiare morale e musica restano: jazz, rock, heavy metal e blues sono stati spesso demonizzati - conquistandosi il marchio di 'musica del diavolo' - per il loro potenziale nell'incitare a particolari passioni. Benché questi generi siano stati cooptati dagli stessi vari gruppi religiosi, la mia ricerca suggerisce che un certo fastidio nei loro confronti sia rimasto immutato".

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