Shade e i suoi ‘Truman’: ‘Mi sento una persona dai tanti personaggi in uno’ - INTERVISTA

Shade e i suoi ‘Truman’: ‘Mi sento una persona dai tanti personaggi in uno’ - INTERVISTA

Parlare con Shade, con la sua dizione perfetta e quell’impostazione da doppiatore che porta la mente verso l’immaginario cinematografico, è quasi come stare in un film. Il nuovo album del rapper torinese, “Truman”, esce il 16 novembre e proprio a un film s’ispira: “Sono un fan di Jim Carrey. “Truman” significa uomo vero. È l’unico vero in quella realtà distopica”, spiega l’artista torinese in riferimento alla celebre pellicola di Peter Weir del 1998 “The Truman Show”, con Jim Carrey nei panni del protagonista Truman Burbank. E prosegue: “Nella realtà vera, la nostra, mi sento una persona dai tanti personaggi in uno”. Vito Ventura, classe 1987, in effetti, è tante cose: cresciuto nel mondo dei freestyle – ambito nel quale si è aggiudicato diversi riconoscimenti, come la vittoria della seconda edizione di "MTV Spit" – e degli appuntamenti fuori dal Teatro Regio di Torino con Ensi e gli altri, il rapper, che tra le altre cose è anche doppiatore e comico, si è spinto negli anni verso una dimensione più pop, che gli è valsa il capillare successo di tormentoni come “Bene ma non benissimo” e che ha fatto storcere il naso a molti. “Sono abituato alle critiche” – spiega Shade – “Nell’ambito rap c’è la tendenza a prediligere le radici e la purezza del genere musicale. A Torino frequentavo il Regio, mi beccavo con Ensi e gli altri per i freestyle. Tanti fan nuovi, invece, non conoscono le mie radici, che per me sono molto importanti. Ma mi va bene così”. “Io ho rispetto di tutti gli esponenti della scena rap”, conclude, infine, il rapper.

“Truman” arriva a due anni di distanza dal precedente lavoro di Shade, “Clownstrophobia”, e – almeno in parte – vi suonerà piuttosto familiare. “Ho scelto di mettere nel disco i singoli usciti tra l’estate 2017 e il giugno 2018 perché sono piaciute e sono girate. Per molti diventa un motivo in più per comprare il disco: sei sicuro che troverai qualcosa che ti piace. E poi ci sono le nuove tracce, dieci in tutto. Alcuni mi hanno detto che sono troppe, ma era da tanto che non facevo un disco”, racconta il rapper facendo riferimento alla terzina di singoli “Bene ma non benissimo”, “Irraggiungibile” e “Amore a prima insta”, le prime due scritte a poco tempo di distanza l’una dall’altra e la seconda fermata su carta nel marzo 2018. Il pezzo che va più indietro nel tempo, spiega Shade, è invece “Le cose peggiori”, con il featuring di Nitro. “Quella l’ho scritta in un periodo difficile della mia vita”, dice. 

Il rapper dal vocione dietro alle barre di “Sassi e diamanti” non è la sola collaborazione presente nel disco, particolarmente ricco di featuring, che spaziano dal mondo del rap – come, oltre a Nitro, i fratelli Aleotti J-Ax e Grido - a quello del pop – come Emma Muscat, Federica Carta e la cantante di origini marocchine Bouchra. “Questa grande varietà di featuring non è voluta forzatamente. Erano tutte persone che si adattavano perfettamente al pezzo. Ho cercato di inserire persone che fossero dei “Truman”. Nel suo terzo capitolo discografico, Shade si cimenta anche nel canto, non senza, a sua detta, qualche difficoltà: “Forse collaborare con i rapper mi viene più facile, mentre con i cantanti fatico di più perché devo cantare…e non sono abituato”. Per quanto riguarda, invece, la genesi dei brani, Shade spiega di essersi fatto aiutare per alcune melodie dal giovane Jacopo Ettorre – “Il fatto che sia giovane aiuta su dove andare a parare” –, mentre per le produzioni il rapper si è affidato a una squadra nella quale non poteva mancare Jaro, già alla produzione di “Bene ma non benissimo”. Il processo che ha portato alla nascita del pezzo riassume bene le caratteristiche dei brani di Shade, costruiti su un insieme di stili e d’influenze: “Io volevo una base afro trap, un genere del quale sono appassionato, e Jaro voleva l’EDM. Ci siamo detti di trovare un compromesso tra le due cose, e così è stato. Il risultato finale è un incrocio tra quello che piace a me e quello che piace al pubblico”.

La retorica del gangsta rapper, Shade, non ce l’ha. I soldi, “le tipe”, “la roba” e il classico ego trip non sono qualcosa che troverete nei suoi testi, che prediligono i riferimenti al linguaggio contemporaneo costellato da note vocali, post sui social, “selfilidie” e quant’altro: “Truman” è la versione 2.0 di quello che ero prima”, spiega il rapper. Rispetto a “Clownstrophobia”, poi, sarà scontato, ma Shade non ha dubbi: “È più fico!”. La voce del rapper la ritroverete anche in “Duets Forever”, il secondo capitolo – di prossima uscita - del progetto “Duets” di Cristina D’Avena, che con Shade duetterà sulla sigla del gattone azzurro “Doraemon”. “Quando ho ascoltato il primo ‘Duets’ mi sono chiesto: chissà se mi chiama? Squilla il telefono, rispondo…ed era lei!”, ricorda Shade. E prosegue: “‘Con te vorrei fare Doraemon’, mi ha detto. Ero in un periodo di rush, ma ne sono stato felicissimo: era uno dei miei cartoni preferiti”.

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