"Ego" è il secondo disco di Biondo, dopo "Dejavu" e la partecipazione ad "Amici". Il rapper romano torna con dieci tracce che durano tutte meno di due minuti e mezzo e che somigliano a un curioso mix tra cantautorap e Zero Assoluto. Lo abbiamo ascoltato:
Biondo non è un trapper (come hanno scritto molti). Non ha la presunzione di chi vuole spaccare tutto, fare il fenomeno, sfoggiare il suo swag. Se fosse un trapper, somiglierebbe alla versione edulcorata di Sfera Ebbasta: quello canta "e vieni qua mentre fumo un blunt / ti verso la Sprite sul baby doll / siamo rock'n'roll", lui risponde con un più innocuo "lei che piange mentre ascolta i Tokio Hotel / una come te insieme ad uno come me, dentro nuvole di fumo". Ma Biondo non è un trapper, appunto. Fa sostanzialmente canzoni d'amore, rappate su basi che strizzano l'occhio ad un'idea di r&b contemporaneo. Questo disco è un semplice biglietto da visita, in attesa di scoprire se la sua carriera sarà solamente un fuoco fatuo o se invece - magari aiutato da un bravo produttore - Biondo riuscirà a tirare fuori qualcosa di buono.