Hayley Williams (Paramore) e la salute mentale: "Per molto tempo non ho mangiato, non ho dormito, non ho riso..."

Hayley Williams (Paramore) e la salute mentale: "Per molto tempo non ho mangiato, non ho dormito, non ho riso..."

Anche la frontwoman dei Paramore Hayley Williams, come molte altre star del music business prima di lei, si è aperta a parlare dei suoi problemi con la depressione scrivendo un lungo aerticolo per il magazine Paper.

La Williams nel suo scritto ha toccato molti argomenti, partendo da quando tutto sembrava girare per il verso giusto:

"Nell'estate del 2015, ero una fidanzata di 26 anni con i capelli gialli. C'era un Grammy sul bancone della mia cucina e scatoloni ovunque perché ero tornata a stare a Nashville dopo alcuni strani anni trascorsi a Los Angeles. Stavo per sposarmi quel settembre, volevo rallentare un po', curare il giardino, avere un bambino, fare un altro disco dei Paramore. Sembrava che tutto fosse perfetto e che avrei vissuto per felicemente per sempre... Oh. Wow...ho vomitato un pochino.”

Non ha dimenticato di citare l’addio alla band del bassista Jeremy Davis:

“Mi sono svegliata con un compagno di band in meno, una questione di soldi e su chi ha scritto le canzoni.”

Scrive della rottura con il marito, Chad Gilbert dei New Found Glory:

“Avevo una fede nuziale, nonostante avessimo rotto da qualche mese. Per molto tempo non ho mangiato, non ho dormito, non ho riso… Ancora oggi ho difficoltà a chiamarla depressione. Più che altro ho paura che la gente usi questa parola per farne un titolo di giornale, come se la depressione fosse interessante e meritasse un clic. La psicologia è interessante. La depressione è un tormento.”

E sul singolo “Rose-colored boy”, tratto dall’ultimo album dei Paramore “After laughter” pubblicato nel maggio dello scorso anno, scrive che è un invito alla gente ad aprirsi riguardo le proprie difficoltà mentali:

“’Rose-Coloured Boy’ é una canzone che parla di sentirsi sotto pressione nel guardare al mondo con cieco ottimismo quando in realtà ci si sente senza speranza per il mondo e per il nostro posto al suo interno. C'è molta pressione sociale per essere (o sembrare) ‘felici’ che possiamo davvero provare vergogna quando non lo siamo. Aggiungere vergogna alla tristezza è un cocktail piuttosto tossico. E’ già abbastanza difficile affrontare la tristezza, la depressione o qualsiasi altro tipo di ansia senza l’aggiunta delle aspettative sociali."

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