Lo spettacolo psichedelico di Thom Yorke: la recensione del concerto di Milano

Lo spettacolo psichedelico di Thom Yorke: la recensione del concerto di Milano

“One more”, dice Thom Yorke. Si siede al piano elettrico e suona “Spectre”, la canzone originariamente incisa  per il film di James Bond del 2015 (e poi scartata). Nigel Godrich e Tarik Barri, i suoi compagni di avventura in questo tour solista europeo cominciato ieri a Firenze, lo guardano a lato palco. 
“Buonanotte”, dice in italiano, prima di uscire. E’ il regalo finale del cantante al pubblico, una canzone dei Radiohead non prevista in scaletta, alla sua prima esecuzione in assoluto dal vivo. Ma questo momento va preso per quello che è: uno (stupendo) fuori programma di una serata psichedelica, che dimostra la statura e la visione artistica di un musicista davvero unico.

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Sul palco ci sono una tastiera, una postazione con un laptop, un piano elettrico, sullo sfondo un paio di chitarre e un basso; a lato, un desktop che controlla i tre schermi sullo sfondo, e i due laterali. Al laptop c’è Nigel Godrich, produttore dei dischi solisti di Yorke e di quelli dei Radiohead: ha il compito di tessere i beat e le basi delle canzoni. Dietro al computer c’è Tarik Barri, il “compositore audiovisivo”, che crea in tempo reale le grafiche e le animazioni sullo sfondo: sono il vero valore aggiunto della serata, interagiscono con le canzoni creando un effetto di immersione nella musica davvero efficace e spettacolare. 

Al centro c’è lui: passa dal piano alla chitarra al basso; più spesso semplicemente canta e balla, e il suo particolare modo di muoversi  trascina il pubblico. Le canzoni sono quelle dei due dischi solisti, “The eraser” e “Tomorrow’s modern boxes”, più qualche inedito (tra cui “The axe” suonata per la prima volta ieri a Firenze). Finiranno probabilmente in un terzo album solista (di cui si parla da tempo, ma su cui non c’è nessuna certezza) o magari nella colonna sonora del remake di "Suspiria" di Luca Guadagnino (avvistato nel backstage).
Probabilmente qualcuno si aspettava canzoni della band - molte le magliette dei Radiohead in platea - ma canzoni come “Cymbal rush” o “The clock” creano un effetto di trance anche se non le conosci o non le riconosci. E’ un concerto diverso: un'ora e tre quarti densi, a tratti spiazzanti, con un’idea forte sia sonora che di messa in scena. Lo spettacolo funziona proprio per questo, al di là del carisma di Yorke, della sua voce e della scaletta.

Una serata complementare al “greatest hits” che i Radiohead hanno suonato nei due concerti dell’anno scorso: Thom Yorke è capace di passare dal guidare una band di fronte a decine di migliaia di persone al  tenere un concerto di musica da club, ai limiti dello sperimentale, come quello di stasera.
La chiusura, senza effetti speciali, avviene per caso, perché stasera è davvero preso bene. Ma sembra dire: “Se voglio, vi frego anche così”.
E da uno come Thom Yorke ci si fa fregare volentieri.

(Gianni Sibilla)

SCALETTTA

 1) Interference
 2) Brain in a Bottle
 3) Impossible Knots
 4) Black Swan
 5) The Clock
 6) Not the News
 7) Truth Ray
 8) Traffic
 9) Twist
 10) Saturday
 11) Pink Section
12)Nose grows some
13)Cymbal rush

Bis
14)The Axe
15)Atoms for peace
16)Default

17)Spectre

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