La cantante soul americana Bettye Lavette ammette candidamente di non essere stata mai particolarmente attratta dal canzoniere di Bob Dylan. Eppure in “Things have changed” non solo interpreta 12 suoi pezzi con intelligenza e fantasia, ma fa anche scelte azzeccate come evitare i soliti classici e farsi accompagnare da un band di veterani che comprende quello che è stato a lungo il chitarrista di Dylan, Larry Campbell, e il batterista e produttore Steve Jordan. Ah, sì, c’è anche un amico di quest’ultimo, un tizio chiamato Keith Richards…
Sul petto delle t-shirt ufficiali di Bettye Lavette c’è il viso della cantante, sulla schiena la scritta “She will fuck you up”. L’interprete soul di Detroit, scoperta dal grande pubblico quando ormai aveva 60 anni, non è una che s’impressiona facilmente, nemmeno dal songbook monumentale di una leggenda vivente. In “Things have changed”, Lavette prende possesso di dodici canzoni di Bob Dylan senza alcun timore reverenziale, anzi prendendosi molte libertà. Pur essendo priva di una cultura dylaniana, Lavette mette assieme un disco curioso e pieno di soul, in cui il canzoniere di Dylan è sottoposto a un trattamento di riscrittura concettualmente non dissimile a quello che l’autore riserva ai pezzi in concerto.