“By the deep sea” è il titolo del nuovo lavoro in studio del pianista milanese d’origine ma berlinese d’adozione Federico Albanese. Tra i migliori esempi di modern neo-classica - al pari di artisti del calibro di Olafur Arnalds, Nils Frahm, Dustin O’Halloran, Max Richter - Federico Albanese crea spazi evocativi di raffinata bellezza, trasportando l’ascoltatore in uno spazio in cui il pianoforte classico si fonde naturalmente con l’elettronica. A due anni di distanza da “The Blue Hour”, Federico Albanese torna con il suo terzo album, pubblicato 23 febbraio per Neue Meister/Berlin Classics. Molti dei brani contenuti nel nuovo lavoro sono frutto dell’improvvisazione, a cui sono stati poi aggiunti gli arrangiamenti in studio a Berlino con il contributo al cello di Illay (conosciuto al Bremen’s Jazzahead! Festival) e del collaboratore di lunga data Arthur Horning, e, al mix, Francesco Donadello e Simon Goff. “By The Deep Sea” è stato prodotto da Federico Albanese, che, cello a parte, ha suonato tutti gli strumenti contenuti nel disco, dal piano (Rhodes piano) ai sintetizzatori, all’organo Hammond, fino alle chitarre elettriche ed acustiche.
“By The Deep Sea” è uno stato mentale in cui mi trovo abbastanza spesso. È una sorta di stato di meditazione, quando cerco di staccarmi dalla vita quotidiana. In questo mondo interiore c'è spazio per avvicinarsi ai miei pensieri più profondi, idee, dubbi, abbastanza vicini per vederli chiaramente, dalla giusta distanza, ed essere in grado di elaborarli, esorcizzarli, tradurli in qualcos’altro.