“La presunta santità di Irene” - (“L’amore non è bello”, 2009)
Con questa canzone si apre “L’amore non è bello”, il terzo disco di Dente (1969) e probabilmente quello decisivo per l’affermazione definitiva del suo autore nel Gotha dei cantautori italiani del nuovo millennio. Perché iniziare proprio con questa canzone il nostro viaggio in dieci tappe lungo le canzoni di Dente? Il motivo risiede nell’introduzione strumentale del brano: un’intro che, lungi dall’essere “quiete prima della tempesta”, sembra invece precedere l’inizio di una battaglia, decisiva per le sorti di una ‘guerra’, come di un incontro di boxe in cui uno dei due sfidanti si appresta a salire sul ring per conoscere il proprio avversario. Quando Dente inizia a cantare si scopre che in realtà non c’è nessun avversario: ad aspettarlo sul ring c’è lei. Ecco che la canzone assume tutto un altro volto: il volto di un uomo che non può far altro che riconoscere e ammettere la sua condizione di inferiorità e di dipendenza nei confronti della componente femminile dell’esistenza. Un inno, quello di Dente, non solo alla sua “Irene” ma a tutte le donne, a ciò che sono e a quello che rappresentano nella vita di un uomo.