Addio a Tom Rapp, frontman dei Pearls Before Swine

Addio a Tom Rapp, frontman dei Pearls Before Swine

È morto, all’età di 70 anni, il fondatore e frontman della band Pearls Before Swine Tom Rapp. Il gruppo di folk psichedelico nacque nel 1965 da un incontro tra compagni di scuole superiori e fece il suo ingresso nel mercato discografico due anni dopo - con l’album di debutto “One Nation Underground” -, per poi sciogliersi nel 1974. Per Tom Rapp, che fu anche avvocato per i diritti civili, iniziarono gli anni della carriera solista, segnata da dischi quali “Familiar Songs” (1972), “Stardancer” (1972), “Sunforest” (1972) e “A Journal of the Plague Year” (1999). L’ultimo album dei Pearls Before Swine è, invece, “Beautiful Lies You Could Live In” del 1971.

Rapp è venuto a mancare nella città di Melbourne, Florida, dove viveva e dove la sua famiglia d’origine si era trasferita quando Rapp era ancora molto giovane. A confermarlo è stato un rappresentante dell’etichetta Drag City, che lo scorso anno ha curato la ristampa dell’album di debutto dei Pearls Before Swine.

 

Ho conosciuto i Pearls Before Swine in maniera del tutto casuale, grazie (e dico “grazie” davvero) al prestito, da parte di un amico, del loro quarto album, “The use of ashes”. Me ne sono invaghito immediatamente: in quel disco c’era, fra le altre belle cose, una canzone intitolata “Rocket man”, ispirata a un racconto di fantascienza di Ray Bradbury, alla quale si ispirò Bernie Taupin per scrivere il testo della “Rocket man” di Elton John. La muisca del gruppo guidato da Tom Rapp è una specie di folk psichedelico da camera, a volte onirico a volte surreale, caratterizzato dalla sua voce molto particolare, segnata da un lieve difetto di pronuncia (un “lisp”, una lisca, una zeppola).

Incuriosito, andai a procurarmi, non senza difficoltà - eravamo all’inizio degli anni Settanta - i dischi precedenti (“One nation underground”, “Balaklava”, “These things too”) trovandoci sempre qualcosa di particolarmente emozionante:

e comperai anche il quinto disco, “City of gold”, dove grazie alla cover dei Pearls Before Swine (che già ormai si chiamavano “Tom Rapp and the Pearls Before Swine”) scoprii quella meravigliosa canzone che è “Seasons in the sun”, cioè “The moribond” di Jacques Brel:

Poi ho perso il contatto, non ho continuato a seguire l’attività di Rapp, però ho continuato di quando in quando a riascoltare i vinili dei primi dischi e a cercarne, occasionalmente, qualche riedizione in CD - ma con poca fortuna. Vedo adesso che su Amazon i Cd dei Pearls Before Swine sono proposti a prezzo da collezionisti… C’è da augurarsi che la morte di Rapp induca almeno a ristampare i primi, secondo me bellissimi album dei Pearls Before Swine. Grazie, Tom, per la musica. (fz)

 

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