Quel che resta del nu-metal anni '90. Wes Borland (Limp Bizkit): 'Ormai siamo diventati revival'

Quel che resta del nu-metal anni '90. Wes Borland (Limp Bizkit): 'Ormai siamo diventati revival'

Sono passati vent'anni, eppure sembra una vita. Non solo al pubblico, ma anche a loro, indiscussi protagonisti della gloriosa ondata nu-metal anni Novanta che, mischiando rock a rap, si propose come grande novità in grado di eccitare la discografia mondiale.

A due decenni esatti dalla pubblicazione del loro album di debutto, "Three Dollar Bill, Y'all$", i Limp Bizkit non hanno alcuna intenzione di scrivere e registrare nuova musica. E spiegare il perché è stato Wes Borland, chitarrista della band di "Nookie" e contraltare critico del frontman del gruppo Fred Durst: "A nessuno, per la verità, interessa un nostro nuovo disco. Andrà a finire che ne faremo uno, ma solo perché dobbiamo sollevare l'interesse dei promoter per la band con una scusa, in modo da continuare a suonare dal vivo. Se dico che nessuno è interessanto a un nostro nuovo disco è perché con gli anni ci siamo trasformati in un gruppo per nostalgici, per persone che vogliono sentire solo gli undici singoli che abbiamo pubblicato e finita lì".

"Quando suoniamo canzoni come 'My Generation', 'My Way', 'Break Stuff', 'Nookie', 'Rearranged' o 'Take A Look Around' vedo la reazione entusiasta del pubblico", ha proseguito Borland nel corso di un'intervista rilasciata a Joshua Toomey: "Quando suoniamo le altre, vedo che la gente di annoia, a parte le cinquanta persone appoggiate alle transenne sotto il palco. Ecco perché dico che a nessuno interessa più un nostro nuovo disco".

Borland ha avuto poi parole molto dure nei confronti di Aaron Lewis, già frontman degli Staind ai quali i Bizkit furono molto legati a inizio carriera. "L'ho incontrato in aeroporto, a Jacksonville, in Florida, una volta che ero tornato a trovare i miei. E' venuto da me chiedendomi: 'Dove vai?'. 'A casa', gli ho risposto. 'Come a casa?', mi dice. 'Sono stato qui a trovare i miei, adesso sto tornando a Los Angeles'. Per la cronaca, a L.A. vivo da un mucchio di tempo ed è la città dove ho vissuto di più per tutta la mia vita. Allora lui scuote il capo e mi fa: 'No, amico. Ricordati da dove vieni: la Florida è casa tua, non L.A.. Questa è casa'. Allora io: 'Vaffanculo, amico'. E da allora non ci siamo più parlati".

"Quel ragazzo è una tale testa di cazzo", ha concluso Borland: "Così pieno di sé. Gli auguro il peggio. E' una persona disgustosa. Non mi piace buttare merda sulla gente, ma con lui non mi faccio problemi. E' terribile".

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