Gianni Borgna, assessore alle politiche culturali del Comune di Roma, non reputa credibile la tesi del giornale Secolo d’Italia secondo cui a Sanremo potevano partecipare solo cantanti schierati a sinistra.
“In tutti questi anni”, sostiene Borgna che è uno storico della canzone italiana e del Festival, “sul palco dell’Ariston, sono passati cantanti di destra e di sinistra. Claudio Villa, comunista dichiarato, era uno dei personaggi di punta all’epoca della DC. Non importava la tessera, ma che fosse un artista melodico e tradizionale. Le scelte non le hanno mai fatte i politici, casomai Pippo Baudo”. Anche se lo stesso assessore ammette delle ingerenze su alcuni artisti come Umberto Bindi, Mina, Adriano Celentano: “Si censuravano gesti e comportamenti che contrastavano con l’ideologia democristiana di quegli anni. I brani di vera ribellione si è cercato di non farli partecipare, come il ‘Ragazzo della via Gluck’, canzone bellissima ma che non arrivò in finale”. (Fonte: Corriere della Sera)
“In tutti questi anni”, sostiene Borgna che è uno storico della canzone italiana e del Festival, “sul palco dell’Ariston, sono passati cantanti di destra e di sinistra. Claudio Villa, comunista dichiarato, era uno dei personaggi di punta all’epoca della DC. Non importava la tessera, ma che fosse un artista melodico e tradizionale. Le scelte non le hanno mai fatte i politici, casomai Pippo Baudo”. Anche se lo stesso assessore ammette delle ingerenze su alcuni artisti come Umberto Bindi, Mina, Adriano Celentano: “Si censuravano gesti e comportamenti che contrastavano con l’ideologia democristiana di quegli anni. I brani di vera ribellione si è cercato di non farli partecipare, come il ‘Ragazzo della via Gluck’, canzone bellissima ma che non arrivò in finale”. (Fonte: Corriere della Sera)
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