Moses Sumney in concerto a Linecheck per la Milano Music Week: la recensione

Moses Sumney in concerto a Linecheck per la Milano Music Week: la recensione

All'interno del ricco programma del festival Linecheck all'interno di Milano Music Week spicca l'esibizione di Moses Sumney al suo esordio live in Italia.
Del suo primo disco “Aromanticism” ne abbiamo già parlato ampiamente qui e di conseguenza l'attesa era altissima. Dai quattro microfoni presenti al centro del palco si è subito intuito che l'aspetto vocale sarebbe stata il protagonista del live set. E così è stato: in poco più di un'ora la voce di Sumney ha avvolto completamente il Base, stratificandola e modulandola in un'ampia gamma dal falsetto ai toni bassi, dal canto melodico al vocalese jazz, fino all'uso creativo dell'autotune. Preciso e controllato ma, al tempo stesso, selvaggio e dirompente: tra Thom Yorke e Nina Simone, Sylvester, James Blake e Justin Vernon. A fianco a lui, che suona la chitarra, tastiere e centralina dei loop, un bassista-sassofonista e un chitarrista.

Fin dalla prima canzone “Do not bother calling”, il set riprende gli arrangiamenti minimalisti del disco che però vengono caricati da nuovi colori come il sax che spesso prende la tangente free à la Ornette Coleman e dal feedback della chitarra elettrica: il risultato è elettrizzante, tra l'emo e il lirico. Sui brani più up-tempo il beat viene creato dal cantante di Los Angeles colpendo più volte il microfono con il pugno, mentre per gli effetti si fa spesso aiutare dal pubblico rapito dall'esibizione, creando una bella empatia con l'audience che riempiva il Base, e che rende le canzoni sempre diverse dalla versione del disco: ad esempio “Lonely World” nel finale il pezzo prende tutta una direzione quasi afro con voci ancestrali e stratificate.

C'è anche spazio per un paio di cover tra cui “Come to me” di Bjork e un accenno di “Harvest Moon” di Neil Young. Gran finale con “Plastic”, forse il suo brano più celebre, eseguito solo chitarra e voce. 

Moses Sumney si conferma uno dei nomi più brillanti di questo 2017.
(Michele Boroni)

SETLIST

Don't Bother Calling
Indulge Me
Quarrel
Self-Help Tape
Worth It
Doomed
Come To Me (cover Bjork)
Lonely World

 

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