Coma Cose, il duo rap milanese che cita Battisti, De Gregori e Celentano - VIDEO

Coma Cose, il duo rap milanese che cita Battisti, De Gregori e Celentano - VIDEO

Lui si chiama Fausto Lama: barba da hipster e cappellino in testa. Lei si chiama Francesca: ha i capelli rasati, color biondo platino. Insieme formano i Coma Cose, che in realtà si scrive "Coma_Cose", con il trattino basso in mezzo.

Negli scorsi mesi, il duo milanese ha attirato l'attenzione del pubblico grazie ad una serie di canzoni pubblicate su YouTube. Alla fine, visto l'interesse, i Coma Cose si sono decisi a pubblicare un mini-album, un EP intitolato "Inverno ticinese": rappresenta il loro disco d'esordio.

Dietro al nome d'arte di Fausto Lama si nasconde quello di Fausto Zanardelli, cantautore bresciano classe 1981 che prima del progetto Coma Cose aveva provato a farsi conoscere dal pubblico come Edipo. Dopo aver lavorato per qualche anno come fonico, si era deciso a pubblicare la sua musica: aveva firmato un contratto con l'etichetta indipendente Foolica Records (che negli stessi anni teneva a battesimo i Thegiornalisti), per la quale aveva pubblicato i suoi primi dischi, "Hanno ragione i topi" del 2010 e "Bacio battaglia" del 2012. Nel 2014, poi, era passato ad un'altra etichetta, la GiadaMesi di Dargen D'Amico: era uscito dunque un altro disco, l'EP "Parchetti", al quale aveva fatto seguito la firma per una major, Universal. Nel 2015 aveva pubblicato un nuovo album, "Preistorie di tutti i giorni", con la direzione artistica dello stesso Dargen D'Amico, e si era pure esibito in apertura di un concerto di Caparezza al Forum di Assago di Milano (il tour era quello in supporto all'album "Museica").

Quello di Francesca è un volto conosciuto, per i seguaci della musica elettronica: originaria di Pordenone, prima dei Coma Cose si era fatta conoscere con il nome di California DJ e aveva fatto ballare i frequentatori dei rave party con musica techno e drum'n'bass.

Dal loro incontro è nato questo duo, che ha suscitato l'interesse dell'etichetta indipendente Asian Fake. Cosa vuol dire "Coma Cose"? Loro dicono che il "coma" è una provocazione, riferito ad un momento storico in cui, sempre secondo loro, è arrivato il momento di aprire gli occhi, di svegliarsi. "Cose", invece, non vuol dire nulla: l'hanno messo accanto a "Coma" perché, secondo loro, ci stava bene.

E pian piano sono arrivate le canzoni. Su YouTube sono state pubblicate in questo ordine: "Cannibalismo" (febbraio 2017), "Golgota" (marzo 2017), "Deserto" (maggio 2017), "Jugoslavia" (giugno 2017).

Se Carl Brave x Franco126 nelle loro canzoni cantano la romanità, allo stesso modo i Coma Cose nei loro pezzi raccontano com'è la vita milanese (citando spesso luoghi di Milano, come rosticcerie e posti simbolo della movida - ma anche trasporti pubblici come il tram 14 direzione Lorenteggio): "Poi ti ho portata sul Naviglio / con in mano un bicchiere di sale / e l'ho buttato in acqua come a dirti / vedi non ho niente, però ti regalo il mare", rappa lui in "Deserto". Della loro musica, infatti, dicono che è "attitudine urbana" e che "suona come 'gli ingressi dei palazzi di Milano di notte', Laura Palmer o giù di lì".

"Inverno ticinese" è uscito lo scorso 13 ottobre: è un EP che contiene appena tre pezzi in cui i Coma Cose mischiano generi e stili, dal rap all'elettronica, passando per il cantautorato. I pezzi sono prodotti dal duo di producers Mamakass (Fred De Palma, Andrea Nardinocchi, Dargen D'Amico).

"All'inizio volevamo fare una canzone, poi non ci stava tutto in un brano e i pezzi sono diventati tre. Vedetela cosi': È la nostra colonna sonora per quest'inverno ormai alle porte".



"Anima lattina" è un omaggio al Lucio Battisti più sperimentale: il titolo è ovviamente ispirato a "Anima latina", l'album che il cantautore di Poggio Bustone pubblicò nel 1974.



In "French fries" citano "Azzurro" di Adriano Celentano ("Cerco l'Africa in giardino"):



In "Pakistan", invece, citano "Rimmel" di Francesco De Gregori ("Dolce venere di rimmel"):



I tre videoclip delle canzoni sono stati realizzati insieme ai Crooner Films, una crew di videomaker.

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