NEWS   |   Italia / 22/10/2017

Ufomammut - la recensione di "8"

Ufomammut - la recensione di "8"

“8” è, manco a dirlo, il titolo dell’ottavo album in studio degli Ufomammut. Poia, Urlo e Vita, il trio piemontese doom più famoso d’Italia, tornano a due anni di distanza da “Ecate”. Otto sono anche i brani in scaletta, otto pezzi separati solo sulla carta ma che nei fatti si compenetrano l'uno nell'altro senza interruzione. Un flusso potenzialmente infinito rappresentato dal simbolo stesso dell’infinito, guarda caso un otto messo in orizzontale. Un flusso continuo di movimenti che riflette la natura ininterrotta dell'album, ma anche la continua solidarietà degli elementi essenziali della band fin dall'inizio della storia del gruppo, nell’ormai lontano 1999. Ogni brano espande dunque la canzone precedente, un viaggio allucinante, doom, sludge e stoner, come da tradizione in casa Ufomammut. Registrato al Crono Sound Factory di Vimodrone, “8” è stato pubblicato su Neurot Recordings, prodotto dagli Ufomammut e Femore Production, masterizzato da Lorenzo Caperchi al Red Carpet Studio.

L’8, visto come simbolo dell’infinito, rappresenta per noi il tempo che traccia una linea eterna. Mai come questa volta, il processo di scrittura, registrazione e realizzazione di “8”, con i suoi elementi visivi come l’artwork e i video, ci ha portati a fare un passo indietro e osservare la continua evoluzione che ha caratterizzato gli Ufomammut nel passato...

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