Sala Prove: Marshall Mid, uno storico marchio rock nelle cuffie Bluetooth

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VOTO: 3,5/5

PRO: Esteticamente pressoché perfette, nel design di un marchio storico. Controlli originali e funzionali. Suono equalizzato per il rock e non troppo pronunciato sui bassi. Batteria pressoché eterna.

CONTRO: La forte pressione dei padiglioni sulle orecchie rende difficile usarle per ascolti prolungati. Manca l'indicatore di stato di caria della batteria. 

PROVATE ASCOLTANDO:  Four Tet "New energy"; David Gilmour, "Live at Pompei"; Steely Dan, "Deacon blues" 

Lo storico marchio di amplificatori Marshsall, da qualche tempo viene usato anche nell'audio consumer. Non è solo sfruttamento di una fama leggendaria - pratica peraltro molto diffusa in diversi ambiti, soprattutto legati al vintage. Marshall Audio ha fatto un gran lavoro di coerenza tra i propri prodotti e ciò che rappresenta nell'immaginario rock questa storia. Le Marshall Mid ne sono un buon esempio: cuffie Bluetooth di fascia media, tipologia On ear, posizionate tra le Major II, e le Monitor (che sono over ear). Prezzo dichiarato 200€, ma si trovano a molto meno, attorno ai 130€ - collocate nella fascia media di queste cuffie. 

Il design
Cuffie in materiali simil pelle rugosa, molto piacevole al tatto, che ricorda il rivestimento dei cari vecchi ampli, con il logo Marshall in rilievo bianco in bella vista sul padiglione, e giunture dorate, cavi a spirale come quelli degli studi. Anche il cavo aggiuntivo (per quando non usate il Bluetooth) ha lo stesso look. Se vi piace quel mondo, sono davvero belle, a appaiono solide al tatto. Sono ripiegabili, con i padiglioni che rientrano nell'archetto per trasportarle. La confezione comprende i cavi per l'audio e la carica, ma nessuna custodia.

I controlli
Uno solo, ma iper funzionale: un piccolo "knob", un mini joystick dorato sul padiglione destro. Schiacciandolo controllate accensione, play/pausa, il pairing del device e le chiamate del telefono. Spostandolo in alto, basso, destra e sinistra controllate volume e avanzamento traccia. Durante l'uso è facile da trovare e pratico, molto più dei comandi a sfioramento di altre cuffie bluetooth. Una scelta originale e vincente.

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L'uso
Pairing stabile e semplice: nella nostra prova non abbiamo mai cadute di segnale. Le Marshall Mid però possono essere collegate ad un device per volta: per passare dal telefono al computer o al tablet dovete scollegare ricollegare. Hanno il pairing automatico all'ultimo device, quando si accendono: in alcuni casi può essere scomodo, e non c'è modo di disattivarlo.
Sono cuffie on-ear, che si sovrappongono all'orecchio senza coprirlo del tutto (come invece fanno le Monitori, over ear). L'isolamento acustico è meccanico e buono. Ma il maggior difetto, nella nostra prova, è che le cuffie e l'archetto sono molto stretti, anche dopo un po' di uso: la pressione esercitata sulle orecchie rende l'ascolto prolungato davvero scomodo. Le orecchie potrebbero farvi letteralmente male per la pressione.

La Batteria
30 ore dichiarate, e rispettate: siamo sopra le medie delle cuffie di fascia (attorno alle 15-20 ore), il risultato è che le userete per giorni senza pensare a caricarle. Le cuffie hanno un'unica microspia che diventa rossa quando stanno per andare in riserva: è l'unico indicatore. Per il resto non c'è modo di sapere quanta batteria avete ancora (neanche sul display del cellulare, come con altre cuffie simili)

Il suono
​Le Mid hanno un suono equalizzato per il genere di musica da cui arriva il marchio Marshall: rock. Ovvero bassi presenti, ma mai invadenti come nelle cuffie "urban". Medi presenti e alti pronunciati: il risultato è buono, anche se il suono manca un po' di "Soundstage", ovvero di profondità: in canzoni dagli arrangiamenti meno arrembanti ma più stratificati e  complesse (come la famosa "Deacon blues" degli Steely Dan usata come test dagli audiofili), questa mancanza si sente eccome.

Il verdetto - vale la pena?
Si e no: bellissimo design, prezzo accettabile, buon suono in linea con quelle di fascia - se volete qualità audio migliore dovete spendere di più. Ma la scomodità nell'uso prolungato è un grosso limite.

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