NEWS   |   Pop/Rock / 03/10/2017

Il lungo addio di Tom Petty, tra 'comunicazioni imprecise' e il cortocircuito dei media: cosa è successo e perché se ne parla da ieri sera

Il lungo addio di Tom Petty, tra 'comunicazioni imprecise' e il cortocircuito dei media: cosa è successo e perché se ne parla da ieri sera

Fa ancora più male, la morte di Tom Petty, perché - mediaticamente parlando - è "durata" più a lungo di quanto avrebbe dovuto: le voci circa la sua scomparsa si ricorrevano dalla sera di ieri, lunedì 2 ottobre, ma solo quando in Italia erano passate da poco le 6 della mattina di oggi, martedì 3 ottobre, è arrivato il dispaccio ufficiale del manager dell'artista, Tony Dimitriades, che ha confermato il decesso del già leader degli Heartbreakers, avvenuto presso il Santa Monica Hospital alle 5 e 40 di questa mattina, ora italiana.

Cosa è successo in queste ore, e perché la notizia della scomparsa del cantante di Gainesville, Florida, si riconcorre da così tanto tempo?

Sono passate da poco le 21 di ieri sera quando TMZ, il sito di gossip con base proprio a Los Angeles che per primo riferì della scomparsa di Michael Jackson, lancia la notizia del ricovero d'urgenza del rocker presso l'ospedale di Santa Monica. Le sue condizioni sono estremamente gravi: un forte attacco cardiaco l'ha lasciato in stato di morte celebrale, e ad assicurare all'artista le funzioni vitali sono le macchine alle quali lo staff medico è ricorso presso il reparto di terapia intensiva.

Passano circa venti minuti e la CBS, una delle più autorevoli emittenti televisive statunitensi, rilancia: secondo fonti del dipartimento di polizia di Los Angeles, sarebbe stato notificato il decesso di Tom Petty. La notizia viene ripresa da tutti i media internazionali e italiani - Rockol compreso - e sui social network amici e colleghi iniziano a postare omaggi e ricordi. Bob Dylan, con quale Petty divise l'avventura nei Traveling Wilburys, affida all'edizione statunitense di Rolling Stone queste parole: "Sono scioccato. Era un grande performer, pieno di luce, e un amico, che non dimenticherò mai". Poco dopo, però, lo stesso Los Angeles Police Department, sul suo account Twitter ufficiale, fa sapere:

"Il nostro dipartimento non ha informazione circa la scomparsa di Tom Petty. Le informazioni iniziali sono state inavvertitamente fornite ad alcune fonti di stampa. In ogni caso, il dipartimento non ha alcuna investigazione in corso relativamente a questa vicenda: ci scusiamo per gli inconvenienti scaturiti da queste informazioni".

In Italia è poco prima di mezzanotte quando, da oltreoceano e oltremanica, le principali testate di informazione ritrattano: Petty non è più morto ma "aggrappato alla vita", come precisa l'ultimo lancio di TMZ, la vituperatissima testata di gossip che - paradossalmente - in questa lunga notte sarà l'unica a tenere il punto e a non dare mai Petty per morto prima del comunicato ufficiale della sua famiglia, ignorando completamente il report della CBS ancora prima della smentita della polizia di Los Angeles. Dal New York Times al Los Angeles Times passando per l'Huffington Post e la CNN - e, senza assolutamente volerci mettere sul loro piano, ma giusto per correttezza nei confronti dei lettori, da noi compresi - iniziano a fioccare le rettifiche. Variety, che ha quartier generale a L.A. e che probabilmente aveva uno o più dei suoi reporter presso la struttura sanitaria dove era ricoverato Petty, si ostina a precisare che - secondo fonti consultate in prima persona - l'artista sarebbe ormai morto, ma non nel titolo: in home page si parla di "condizioni gravi" dovute a un "attacco cardiaco".

La situazione di stallo dura fino alle prime ore della mattina di martedì 3 ottobre, ora italiana, quando sulla pagina Facebook ufficiale dell'artista il manager Tony Dimitriades scrive: "A nome della famiglia di Tom Petty, annunciamo distrutti la prematura scomparsa del nostro padre, marito, fratello, leader e amico Tom Petty. E' stato colpito da un arresto cardiaco a Malibu nelle prime ore di questa mattina [ieri, lunedì 2 ottobre, ndr] ed è stato portato all'Ucla Medical Center, dove ma non ha potuto essere rianimato. E' morto in pace alle 20:40, ora di Los Angeles, circondato dalla famiglia, dai suoi compagni e dagli amici".

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