La musica causa una forma di epilessia, dice una ricerca: "Pop italiano e canzoni melanconiche/tristi”
Sei studiosi della Fondazione Besta e del Niguarda di Milano hanno presentato una ricerca su una rara forma di epilessia focale che può essere causata dalla musica “ascoltata, cantata o suonata con uno strumento”. La musica non sarebbe quindi un semplice stimolo acustico ma uno stimolo emotivo complesso, capace di fare da “trigger” a crisi epilettiche, che avvengono quindi "molto spesso in associazione all'ascolto di specifiche canzoni".
La “epilessia musicogena” viene raccontata in un articolo sulle pagine di Medicina di Repubblica ed è stata osservata da V. Pelliccia, F. Gozzo, F. Cardinale, F. Villani, V. Gnatkovsky, L. Tassi.
Flavio Villani, epilettologo al Besta di Milano, spiega al quotidiano che nella ricerca sono stati esaminati di crisi indotte da "stimolazione musicale", con canzoni “trigger”, sia ascoltate che cantate mentalmente. Scrive Repubblica che le canzoni sarebbero
il trigger, l'elemento scatenante: pop italiano ben conosciuto e memorizzato. Pop italiano ben conosciuto e memorizzato. Tutte canzoni melanconiche/tristi, racconta Flavio Villani, epilettologo al Besta di Milano, uno dei sei autori dello studio.
L’articolo cita un caso quello di una paziente di 27 anni, con crisi episodiche fino ai 22 anni, quando gli attacchi riprendono con maggiore continuità:
sensazione spiacevole a livello epigastrico associata a nausea e tachicardia. In alcune occasioni deja-vu (sensazione di aver già vissuto un evento), quindi nei casi più intensi, sempre di durata inferiore al minuto e senza perdita di linguaggio, arresto psicomotorio, conati di vomito.
La risoluzione del caso è stata una cortectomia temporale antero-mesiale destra: “È un intervento che rimuove una piccola porzione della corteccia cerebrale, tale da non compromettere alcuna funzione del paziente”.