Beatles, 'Sergeant Pepper’s Lonely Hearts Club Band' compie cinquant’anni: lo speciale di Rockol

Beatles, 'Sergeant Pepper’s Lonely Hearts Club Band' compie cinquant’anni: lo speciale di Rockol

“Sergeant Pepper’s Lonely Hearts Club Band” compie cinquant’anni.

Sembra ieri che ne compiva quaranta.

Ma sembra molto lontano il 1967, l’anno in cui uscì, l’1 giugno, segnalando l’arrivo – e secondo alcuni anche preannunciando l’imminente fine – della “summer of love”. Come ha scritto su “il Fatto Quotidiano” il nostro direttore, Franco Zanetti, in quel caso nelle vesti di studioso e storico dei Fab Four, “gli studiosi dei Beatles dibattono da molti anni su quale sia da ritenere il miglior album del quartetto di Liverpool. Negli ultimi tempi si tende a considerare che “Revolver”, il 33 giri uscito il 5 agosto del 1966, sia il più significativo della discografia dei Beatles in termini di innovazione e originalità creativa; ma è in corso un’inattesa rivalutazione del cosiddetto “Doppio Bianco”, l’album “The Beatles”, uscito il 22 novembre del 1968, finora ritenuto sostanzialmente ipertrofico e dispersivo, del quale sembra si stia riscoprendo la varietà dei temi e delle ispirazioni.

Quel che però è indubbio è che, della discografia dei Beatles, l’album “più famoso” rimane “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” (d’ora in avanti semplicemente “Sgt. Pepper”). E con ragione; perché, indipendentemente dalla sua posizione nella scala di valori relativa alla qualità intrinseca delle canzoni, “Sgt. Pepper” è indubitabilmente l’album di musica pop-rock più importante mai pubblicato. Lo è grazie al fatto che la sua valenza non è stata solo musicale, ma anche - forse soprattutto – sociale”.

Ma qui non vogliamo raccontare per l’ennesima volta la storia dell’album, men che meno la storia della famosa copertina di Peter Blake; vogliamo solo offrire qualche strumento di informazione e magari suggerire un paio di approcci meno scontati alla celebrazione che già sta impazzando su tutti i media – anche per via dell’uscita dell’edizione rimasterizzata rimixata e arricchita di outtakes e inediti.

Cominciamo comunque con un ripasso, partendo dall’imperdibile recensione scritta da Alfredo Marziano per “Rockol” nel 2007, che trovate qui.

Proseguiamo con alcune recensioni d’epoca, internazionali e italiane, tratte dal libro “La vera storia di Sgt Pepper”, edito da Giunti nel 2007: la recensione di Rockol del volume, scritto da Franco Zanetti e Riccardo Bertoncelli, è disponibile a questo indirizzo.

A questo indirizzo, invece, trovate le prime anticipazioni su due volumi di prossima uscita dedicati a "Sgt. Pepper".

E continuiamo con tre documentari sul disco, disponibili su YouTube:

"It Was Twenty Years Ago Today", diretto da John Sheppard nel 1987, con la partecipazione di Paul McCartney, George Harrison, George Martin e Derek Taylor, “storico” ufficio stampa della Apple: lo trovate qui (purtroppo la prima delle otto parti è stata resa muta per ragioni di copyright)

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Un documentario della BBC del 1987, “The making of Sgt Pepper”:

 

Un documentario del 1992 prodotto dalla ITV e narrato da George Martin:

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Il ricordo del fonico Geoff Emerick, che curò l'aspetto tecnico delle riprese di "Sgt. Pepper":

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Un intervento di Richard Lush, all'epoca assistente di Geoff Emerick, fonico che seguì i Beatles durante le session di registrazione del disco:

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Per quanto riguarda la copertina, vi segnaliamo un sito personale davvero impressionante il cui creatore ha identificato la fonte originaria di tutte le fotografie che compongono l’iconica immagine. Sempre a proposito della copertina, ecco trenta parodie della celebre grafica elaborata da Jann Haworth e da Peter Blake.

Poi c’è il discorso dei tributi e delle cover: Lo affrontiamo in questa pagina:

'Sgt. Pepper' dei Beatles compie 50 anni: i migliori tribute album

E' recente, invece, questa divertente iniziativa del duo comico-musicale statunitense Palette-Swap Ninja, che si è imbarcato in un complesso mash-up tra la saga cinematografica di "Star Wars" e il classico beatlesiano "Sgt. Pepper’s Lonely Heart’s Club Band".

E per finire, ci siamo divertiti a compilare una versione “alternativa” di “Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, pescando fra le centinaia di cover delle 13 canzoni dell’album: la trovate qui.

Dall'archivio di Rockol - Giles Martin racconta "Sgt. Peppers Lonely Heart Club Band"
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FRANCESCO DE GREGORI
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