Cara America, ti scrivo. Ray Davies dei Kinks intendeva pubblicare il libro autobiografico “Americana”, su avventure e disavventure negli Stati Uniti, unitamente a un disco ispirato alle stesse storie. Poi l’impegno nella rappresentazione del musical basato sulle canzoni dei Kinks “Sunny afternoon” ha fatto slittare la pubblicazione dell’album del cantautore. Che esce oggi ed è una specie di audio-film tra folk, rock e country in cui Davies è accompagnato dai Jayhawks.
C’è la fascinazione esercitata sul ragazzetto di Muswell Hill dal’America dei cowboy, il grande mito contemplato dall’altra parte dell’Atlantico, orecchiato nei dischi delle sorelle maggiori. C’è l’America che tratta i Kinks come barbari proprio nel momento in cui la band potrebbe esplodere, in piena British Invasion. E c’è l’America infine conquistata e con grande successo. È tutto dentro “Americana”, l’album di Ray Davies ispirato all’omonimo libro autobiografico pubblicato nel 2013. Il più brit dei rocker anni ’60, quasi l'incarnazione dell’inglesità ai tempi dei Kinks, fresco d’investitura del titolo di Cavaliere scrive una lunga ode agli Stati Uniti, fra l’amore di chi contempla un paese bello e lontano e i dubbi di chi lo contempla da vicino. Ne esce un disco poetico e disincantato, tra folk e country-rock, con alcune ottime canzoni, qualche riempitivo e parti recitate. Un audio-film, così lo definisce l’autore.