Avete sentito in TV quel tizio che canta le canzoni a ritroso? (dove si parla anche di Beatles e Lucio Battisti). VIDEO

Avete sentito in TV quel tizio che canta le canzoni a ritroso? (dove si parla anche di Beatles e Lucio Battisti). VIDEO

Si è esibito ieri era in TV, nel programma "Italia's got talent", un ragazzo della provincia di Parma, Antonio Pompò, che ha sviluppato la singolare capacità di cantare canzoni "a rovescio". Si fa prima a guardare che a spiegare: quindi intanto guardate la sua performance, poi ne parliamo.

Dice: a che serve? A niente, ovviamente.


Certo, potremmo qui fare la storia dei nastri "a ritroso" usati nella musica rock, degli esperimenti iniziati dai Beatles con "Rain" - e del tutto casualmente, se dobbiamo credere al racconto di John Lennon:
“Mi portai il mix (di 'Rain') a casa per studiare quali trucchetti avrei potuto aggiungere, perche´ non ero del tutto soddisfatto della riuscita della canzone. Ero stonato per via della marijuana, montai il nastro sul registratore, non so come ma alla rovescia, e me ne restai li` pietrificato, con le cuffie sulle orecchie e un cannone fra le dita”.
Racconto che George Martin ha garbatamente smentito:
“Giocherellavo spesso con i nastri, e pensai che sarebbe stato divertente provare a fare qualcosa di speciale con la voce di John. Sicche´ copiai un pezzetto del suo cantato dal quattro piste su un nuovo nastro, lo rivoltai e lo feci scorrere avanti e indietro finche´ riuscii a collocarlo al punto giusto. John non era in studio, in quel momento, e quando torno` rimase stupefatto. Tutti loro lo trovarono fantastico”.
La frase “cantata” a ritroso nel finale di "Rain" e` in effetti la prima frase del testo: “When the rain comes, they run and hide their heads”.
Adesso è sparito da YouTube, perché la Apple sta "facendo pulizia": ma esiste un video promozionale in bianco e nero, realizzato all'epoca, di "Rain" e destinato alla trasmissione televisiva “Ready Steady Go”, nel quale, buffamente, John cerca di mimare in playback la frase cantata a ritroso. Ascoltatela qui, registrata dal 45 giri - comincia a 2,26" - o cercatela da quelli che forniscono canzoni in streaming:

 

Ma parliamo adesso di Travis Wammack. E' un chitarrista di Walnut, Mississippi; debutto` discograficamente nel 1957, appena tredicenne, con "I’m Leaving Today" / "Rock And Roll Blues", poi si dedico` essenzialmente all’attivita` di sessionman, fino a diventare il leader del gruppo di Little Richard. Parliamo di lui perche´ nel 1964 pubblico` su etichetta Ara, distribuzione Atlantic, un 45 giri la cui facciata A si intitolava "Scratchy" (fu un piccolo successo: sali` fino alla posizione numero 80 nelle classifiche di "Billboard"). "Scratchy" e`, essenzialmente, uno strumentale: ma a 1’15” dall’inizio la musica s’interrompe e una voce gracchia: “Capitain, do it again, won’t you?”, seguita da una frase incomprensibile. La frase incomprensibile non e` altro che la stessa “Capitain, do it again, won’t you?” registrata al contrario. E questa e`, salvo errori, la prima presenza documentata su un disco pop di una voce a ritroso. Con buona pace di Lennon, di George Martin e dei Beatles.

Sia come sia, di suoni al contrario è letteralmente zeppa la produzione del periodo "psichedelico" del rock. Lo stesso Lucio Battisti sperimentò i suoni di chitarra al contrario (nel 1967, in "Era" e in "Nel cuore nell'anima", da lui prodotta per l'Equipe 84, e poi nel 1968, con gli archi "a ritroso" sovrapposti agli archi "normali" nella versione di Lucio Battisti di "Io vivrò (senza te)" e con la chitarra elettrica a ritroso nella coda sinfonica di "Non è Francesca").

"Era", da 1,162 a 1,25" e da 1,38" a 1,45"

"Nel cuore, nell'anima":

"Io vivrò (senza te)" (dall'inizio, i primi 30 secondi)

Negli ultimi due minuti, da 2,10" in avanti e da 3,00" alla fine

 

Però, diciamolo: alla fine è facile cantare o suonare uno strumento normalmente, registrare e poi mandare il nastro a ritroso. Son buoni tutti, così.
George Harrison, che era, pace all'anima sua, un tipo tignosetto, volle invece provare a fare le cose senza trucchi. E il 5 maggio del 1966 ci si mise lì di buzzo buono. I Beatles stavano lavorando su "I’m Only Sleeping": e quel giorno, dalle 21,30, George Harrison lavorò al suo assolo di chitarra. Harrison voleva ottenere l’effetto “chitarra a ritroso”. Ma a questo scopo, anziche´ suonare il suo assolo normalmente e poi far scorrere il nastro all’indietro, suono` due assolo, chiese a George Martin di trascriverne le note, poi di riscriverle partendo dal fondo, e infine riesegui` gli assolo uno sull’altro (per uno dei due usando il fuzz box) suonandone le note a ritroso.
Geoff Emerick: “Gia` George aveva problemi a suonare i suoi assolo normalmente, figuriamoci a ritroso. Fu una sera interminabile, le stesse otto battute suonate e risuonate continuamente. Rivedo ancora George – e poi anche Paul, che si uni` a lui in duetto per suonare il finale sfumato a ritroso – chini sulle chitarre, con le cuffie in testa, le sopracciglia aggrottate per la concentrazione”. Qualche frammento di chitarra suonata a ritroso affiora nel corso della canzone - in numero maggiore o minore a seconda dei diversi mixaggi finiti su dischi diversi (in ordine cronologico: mono per "Yesterday… And Today", stereo per "Yesterday... And Today" – fu usato solo nelle ristampe; per la prima edizione era stato approntato un finto stereo detto ‘duophonic’ –, stereo per "Revolver", mono per "Revolver"), ma l'assolo "lungo" lo potete sentire da a 1,33 a 1,44

 

Ecco: il tizio della provincia di Parma fa come Harrison. Canta "davvero" a ritroso. E per scoprire se lo sta facendo davvero o se sta emettendo suoni a caso, bisogna registrare e mandare la registrazione a ritroso.
E qui ci starebbe tutto un discorso sui "messaggi satanici" inclusi nei dischi e registrati a ritroso, ma la faremo un'altra volta. Adesso se avete voglia ascoltate un'altra performance del tizio di Parma:

(fz)

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