Cosa aspetti a diventare una... Wild Thing

Cosa aspetti a diventare una... Wild Thing

Nel 1978, la famosa pagina della fanzine punk “Sideburns” spiegava: “Questo è un accordo, questo un altro e questo è il terzo. Ora fonda una band”. E, in effetti, a volte l’unica cosa che manca per mettersi a suonare è il calcio nel sedere giusto, la scintilla per prendere in mano uno strumento e provare. A venirci in aiuto ci sono molti brani (alcuni epocali, altri classici minori, altri perle nascoste per conoscitori) che ci possono stimolare a compiere il primo passo. Eccone uno…

Continuiamo, un po' per gioco e un po' perché fa sempre bene all'anima, il nostro viaggio nei territori più seminali del rock'n'roll. Dopo "Louie Louie", con la sua potenza universale e trascinante, è praticamente obbligatorio passare a un brano che per certi versi ne è un'emanazione - per idea, mood, forza evocativa e importanza epocale. Stiamo parlando di "Wild Thing", il pezzo portato al successo - e all'immortalità - dai Troggs nel 1966.

Come la canzone dei Kingsmen di cui già abbiamo parlato, anche “Wild Thing” (peraltro scritta da Chip Taylor nel 1965 per una band di mezza tacca chiamata Wild Ones, che la incisero senza cavarne un ragno dal buco) nacque da una sequenza di accordi di una semplicità disarmante: LA – RE – MI. E un bridge in MI e SOL.

Roba da principianti, verrebbe da dire… ma un’affermazione del genere sarebbe semplicemente sciocca. Perché in quelle tre note, grazie anche alla potenza di fuoco dei Troggs, si incanalano un livello di energia giovanile, di desiderio sessuale e di potenza vitale difficilmente eguagliabili. E infatti un performer come Jimi Hendrix con “Wild Thing” – apparentemente sciocca e banale – scatenava l’inferno.

Clicca QUI per il testo di "Wild Thing" dei Troggs.

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Taylor ricorda così il momento in cui compose la canzone:

Ero un chitarrista autodidatta e poco abile. Iniziai a martellare gli accordi e ne usciva un suono simile a una percussione, perché oltre agli accordi sentivo i colpi del mio pollice sulla cassa della chitarra. Guardavo giù in strada e ho lasciato che i pensieri fluissero - e all’improvviso ne uscì questa cosa bellissima. Chiusi gli occhi, pensai di essere con una ragazza fantastica con cui volevo parlare. Lei era come ipnotizzata.

E anche il modo in cui la versione dei Troggs venne alla luce è pura leggenda casuale. In pratica sfruttarono un quarto d’ora avanzato da una session di registrazione della Larry Page Orchestra. E il chitarrista Chris Britton ha raccontato al “Sydney Morning Herald” anni fa:

Arrivammo di corsa in studio con la nostra roba e nell’ultimo quarto d’ora disponibile ci mettemmo a suonare. Piazzarono dei microfoni davanti agli ampli e noi registrammo “Wild Thing” e “With a Girl Like You” in una sola take – 10 minuti in tutto. Tutto live. In mono, su quattro tracce. E Il resto è storia.

Ora l’unica cosa che resta da fare è mettersi gli occhiali da sole, imbracciare una chitarra e iniziare a martellare quei tre accordi. Sentendo che, anche solo per un paio di minuti, la vita può essere diversa e selvaggia. Wild Thing.

[Andrea Valentini]

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