Il melting pop dei comunisti col Rolex: J-Ax e Fedez celebrano la “musica del cazzo” – VIDEOINTERVISTA

Il melting pop dei comunisti col Rolex: J-Ax e Fedez celebrano la “musica del cazzo” – VIDEOINTERVISTA

“Ho il nemico in casa”, scherza Fedez. La conferenza stampa di presentazione del disco con J-Ax “Comunisti col Rolex” l’ha organizzata a casa sua, nell’appartamento al tredicesimo piano del complesso di CityLife a Milano di cui si è tanto parlato in agosto. Nel cortile centrale sventolano bandiere dalla grafica vetero-comunista con impressi slogan come “Dalla lotta di classe alla botta di tasse”. Racconta J-Ax che “eravamo in hotel, abbiamo letto un commento che ci definiva comunisti col Rolex, l’abbiamo scelto come titolo. Senza hater saremmo in mezzo alla strada”. Nel soggiorno con doppia esposizione su Milano c’è un fumetto con Darth Fener che abbraccia C1P8 e la scritta “Haters just need a hug”. Il punto è che quella dei comunisti col Rolex è una contraddizione che non esiste, dice la coppia. Fedez: “Solo in Italia si dice che gli artisti arricchiti non possono trattare tematiche sociali. E allora abbiamo scelto di glorificare questa cosa, il Rolex come simbolo del ricatto sociale. È la dimostrazione che in Italia ci si può arricchire onestamente senza nasconderlo. E poi è inutile cercare coerenza negli artisti, non la troverete”.

Un flipper di Ghostbusters e uno sparatutto vintage, gadget di Men in Black e riproduzioni di robot, teschi (anche quello del Che) e statuine di Star Wars e del padrone di casa. E poi, tre tapiri di Striscia la Notizia, una Biancaneve coi baffetti di Hitler, dischi di platino alle pareti, libreria con “Gomorra” di Saviano e “In diretta” di Cecchetto, la “Divina commedia” di Dante e “La vita è un ballo fuori tempo” di Scanzi. Camerieri e hostess accolgono gli invitati in divisa militaresca. “Siamo qui perché la Sony ha utilizzato tutto il budget per il video di ‘Piccole cose’. Scherzo, ma non troppo”. Fedez si riferisce al video che sarà lanciato domani alle ore 15, ospite Alessandra Amoroso, un pezzo sulla nostalgia per le cose semplici. Il video non lo mostrano, è top secret. “L’album nasce da una convivenza forzata da quattro anni, da quando abbiamo fuso le nostre società in Newtopia. Fare un disco assieme è stato inevitabile. È stato anche un modo per scaricare tensione e suddividerci il peso, le aspettative e ansie legate all’uscita dei dischi solistici”. Secondo J-Ax, l’album “ci ha dato l’opportunità di sperimentare, di fare cose che magari nei dischi solisti non avremmo fatto, trovando punti di vista diversi. Vedere le cose attraverso i suoi occhi e viceversa. Per la prima volta, cerchiamo di raccontare anche quel che avviene dentro di noi e non solo fuori. È un disco molto emotivo, cosa che non succede nei miei dischi da solo”.

“Comunisti in Rolex” (qua la nostra recensione) è pensato come un lavoro molto vario. “Al posto di metterci solo grandi hit”, spiega Fedez, “abbiamo sperimentato diversi mondi”. J-Ax: “Non seguiamo una formula. Cerchiamo di fare non melting pot, ma melting pop e cioè fondere tutto: pop, rap, punk-rock. È questo il pop vero, non la deriva emo-disfattista che ha preso la musica italiana. Lo si dovrebbe capire da ‘Assenzio’. Un brano pop dovrebbe durare 3 minuti e mezzo, avere una parte rappata di 8 massimo 16 barre e ritornello sloganistico ripetuto più volte. E incece ‘Assenzio’ dura 5 minuti, ha due soli ritornelli, rappiamo 24 barre a testa. Entra Levante nello special e il ritornello non torna più”. I due, dicono, sono cresciuti con “Musica del cazzo”, che è anche il titolo di uno dei pezzi forti dell’album, una celebrazione della musica che pur essendo “bassa” e un po’ “tamarra” segna la vita delle persone: Green Day, House of Pain, Guns n’ Roses, Vasco Rossi, Jovanotti. “Quella della musica del cazzo è un’altra categoria a cui viene affibbiato un dispregiativo e di cui facciamo uso come un maggiorativo, un motivo d’orgoglio. Quello che per gli altri è un insulto, per noi diventa un complimento”.

Prodotto dalla coppia Takagi & Ketra, che secondo J-Ax sono i fratelli La Bionda di oggi, “Comunisti col Rolex” è anche un disco di collaborazioni: Alessandra Amoroso; Stash e Levante in “Assenzio”; Giusy Ferreri in “Il giorno e la notte”; Sergio Sylvestre in “L’Italia per me”; Alessia Cara in “Cuore nerd”; Nek in “Anni luce”; Arisa in “Meglio tardi che mai”; Loredana Bertè in “Allergia”. Il ritornello di quest’ultima e di “Milano intorno” sono scritti con Calcutta (altri co-autori sono Dario Faini, Federica Abbate, il chitarrista Marco Arata, Rogoli, Lazzarin, Petrella, Casalino, Catalano). Fedez: “Sono collaborazioni nate in modo naturale. Abbiamo scritto i brani e poi ci siamo posti il quesito di chi fosse l’artista che poteva mettere meglio in risalto il brano. Una delle più riuscite è quella con Loredana Bertè in ‘Allergia’”. J.Ax: “Abbiamo fatto come avrebbe fatto Quincy Jones”. L’ultimo pezzo in scaletta, “Pieno di stronzi”, è invece la cover di “Everyone else is an asshole” dei Reel Big Fish. “Gli abbiamo chiesto il permesso via e-mail. Ci hanno risposto dopo 4 mesi: do what you want”.

Il disco è un trionfo di name dropping. Matteo Salvini è citato in tre canzoni. “Oramai per noi dire Salvini è come dire cioè, è un intercalare”, scherza J-Ax. “Trump è più pericoloso, al momento, ma sono figli dello stesso glitch dentro la società. I Trump e i Salvini ottengono consenso perché la gente vuole vedere cambiare la sua vita adesso, non fra cinque anni. Quando c’era Renzi ero lì che dicevo: dai, dimmi qualcosa di sinistra che ti suono la fanfara”. Sono più taglienti i riferimenti a Jovanotti e Tiziano Ferro. Al primo sono dedicate le rime “Mi sono fatto i soldi con la penna e un po’ d’inchiostro / Dovrei fare come il Jova, miliardario sottocosto / A fare il vegano e poi mangiare la bresaola di nascosto”, al secondo la frase “Tiziano Ferro si è comprato l’attico di fianco a Fedez con i soldi risparmiati, a cena con il fisco inglese”. “Non ho nulla contro Ferro e Jovanotti, di cui stimo il percorso”, dice Fedez. “Cito Tiziano per dimostrare che sono stati usati due pesi e due misure dalla stampa on line… se stampa si può definire. Quando ho comprato questa casa ho pubblicato alcune foto, senza neanche dire che era casa mia. Da lì sono nati articoli su articoli, persino di Aldo Grasso e Gramellini, che parlavano dell’estate cafona di Fedez. È uscito un pezzo su Novella 2000 in cui si diceva che avrei speso 2 milioni di euro per questa casa. Sono offesissimo: questa casa costa molto di più. E intanto Tiziano, che ha un passato fiscale torbido, comprava casa qui a fianco, ma evidentemente il suo nome non porta clic”. “Io a Jovanotti gli voglio bene”, aggiunge J-Ax. “In ‘Musica del cazzo’ dico che ascolto il Jovanotti precedente la svolta a sinistra, quando gli si vedeva il pacco sotto il pantaciclista”.

Come altri pezzi dell’album, anche “Milano intorno” affronta il tema del successo e della ricchezza. “Ho cercato a mio modo di avere una scrittura, passatemelo dai, alla De Gregori”, spiega Fedez. “Volevo creare l’atmosfera delle serate milanesi che facevo alle colonne di San Lorenzo”. Nello stesso pezzo, al contrario, J-Ax racconta il post successo visto da “un ragazzo di periferia che arriva in cima e che non capisce il lusso. Se New York è la città che non dorme mai, Milano è la città che non sogna più. E quando alle 7 del mattino ti scende la fattanza, può essere una città amara”. Per contrasto, “L’Italia per me” celebra gli aspetti positivi del nostro Paese. Fedez: “Venivo da un album dissacrante come ‘Pop-Hoolista’. Ho capovolto la prospettiva e ho spiegato cosa ci piace dell’Italia. È un brano per il nostro Paese, senza farci risultare due di Casa Pound”. È un pezzo dove il kebab convive con la polenta perché, come dice Ax, in Italia “non conta se ci nasci, conta se la ami”.

Il tour di “Comunisti col Rolex”, con Paolo Jannacci parte della band, partirà l’11 marzo dal PalaAlpitour di Torino – “Ci hanno detto che stiamo facendo gli stessi numeri degli U2”, afferma soddisfatto Fedez – e avrà una scenografia che rappresenta la piramide sociale, per evocare il concetto di rivalsa rappresentato dall’album. “Come diciamo in ‘Senza pagare’”, spiega J-Ax, “il lusso supremo oggi in Italia non è pagare, ma scroccare come i calciatori di serie A, le fighe e i criminali”. La canzone, assicura Fedez, “sarà la hit della prossima estate, lo dico senza falsa modestia”. E poi, scherzando sull’uso di “Vorrei ma non posto” in pubblicità: “L’Algida ci ha detto che questa volta userà un pezzo di altri rapper… così non ci cagheranno più il cazzo”. Fine della conferenza stampa. I giornalisti vengono congedati sulle note di “Pieno di stronzi”.

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