Se avete letto le nostre cronache di X Factor, o se avete visto il programma nelle ultime settimane, allora avete visto la piega che ha preso: “Tutti contro Arisa”. Una piega davvero sgradevole.
Arisa è una delle migliori voci che abbiamo in Italia. E, in parallelo ha una carriera televisiva, da tempo. Il personaggio che si è creata è quello della stralunata, di quella un po’ matta. Solo che questo personaggio è deragliato, negli ultimi tempi. E non è colpa sua.
Arisa è spesso indifendibile, nelle sue uscite a X Factor. Dà giudizi sconlusionati. Quando i suoi giudizi sono fondati (e capita più spesso di quanto ci viene fatto percepire), si perdono perché fa fatica ad articolarli, perché non si ricorda nomi, date, personaggi.
Ha difeso ad oltranza Loomy, rapper debole ma che lei ha voluto fermamente, escludendo cantanti forse più meritevoli. Così si è esposta alle critiche del pubblico (che la fischia spesso) e dei colleghi giudici.
Ci può stare: uno dei motivi per cui guardiamo i talent è per vedere litigare la giuria. Ma ieri sera, le liti hanno preso una brutta piega, con Agnelli che l’ha accusata di disonestà intellettuale perché esibiva la sua ignoranza. La lite è degenerata quando Arisa ha controaccusato Agnelli di sessismo, e quest’ultimo se ne è andato dall’Extra Factor, il programma in cui si commenta ciò che è successo in puntata.
Il problema di questa edizione di X Factor non è né Agnelli (che spesso è troppo duro e rigido nei suoi giudizi: fa parte del personaggio) né Arisa. Il problema sta nel racconto generale di X Factor. Nel fatto che i cantanti quest'anno sono in secondo piano rispetto alla giuria, e che la giuria è dominata dalla queste dinamiche "tutti contro Arisa"
Perché X Factor è televisione, è un racconto costruito, non facciamo gli ingenui. Persino Cattelan, il presentatore imparziale, ora tratta Arisa con sufficienza. Ieri, poi, in trasmissione è stato mostrato questo servizio: Soler, Agnelli e Fedez vanno a fare bisboccia fino a notte fonda, mentre Arisa mangia la pizza da sola. E’ ovvio che da un servizio del genere Arisa esce malissimo, ben oltre i suoi demeriti.
Oppure che dire di questa foto? E' stata diffusa oggi da Sky ai media assieme ai dati della puntata. Guardate le espressioni, mentre Arisa parla: dicono tutto dell’atteggiamento nei suoi confronti.

Il problema di X Factor è che ad Arisa è stato assegnato un ruolo che non le compete, quello del "giudice sopra le righe". Perché Arisa non è solo un personaggio televisivo, è una cantante e perciò non le si perdonano giudizi sommari e imprecisi sulla musica. Su questa base si legittimano gli altri giudici ad attaccarla duramente sulle sue scelte e sulle sue uscite.
X Factor ha scelto Arisa come volto familiare, come continituità con le edizioni passate, come unica componente femminile della giuria, come giudice stralunato e divertente. Il risultato di questa scelta narrativa è che ora Arisa è stata messa in un angolo. Viene raccontata davvero come la matta, usando il vecchio (e un po’ sessista) stereotipo della donna emotiva di fianco ad un gruppo di uomini tosti, paternalisti e assertivi.
E se tutti abbassassero un po’ i toni e si prendessero un po’ meno sul serio? E’ televisione, appunto, e non c’è bisogno di trasformare una gara spettacolare tra cantanti in una corrida. O ne "La Corrida".
(gs)