Dopo il successo di "Can't feel my face", il cantante canadese The Weeknd pubblica il suo terzo album in studio, "Starboy". Il disco contiene 18 tracce realizzate insieme ad un team di ben 26 produttori diversi. Tra gli ospiti ci sono anche Lana Del Rey, i Daft Punk e Kendrick Lamar. Abbiamo ascoltato il disco ed ecco cosa ne pensiamo:
Più che il "capitolo successivo" della carriera di The Weeknd, questo disco rappresenta un seguito ideale di "Beauty behind the madness". Avete presente il detto "squadra che vince, non si cambia"? Ecco, qui diventa un po' "suono che vince, non si cambia". In "Beauty behind the madness" c'erano diversi spunti interessanti che potevano essere esplorati, approfonditi e sviluppati: The Weeknd, nelle 18 canzoni di questo nuovo disco (tantissime, forse addirittura troppe), si limita a riproporre la formula vincente del suo disco precedente: e dunque alternative r&b, elettronica, pop, disco-funk, senza uscire da quei territori