NEWS   |   Pop/Rock / 12/05/2016

Da riscoprire: la storia di “Binaural” dei Pearl Jam

Da riscoprire: la storia di “Binaural” dei Pearl Jam

Una band irrequieta, mai sazia, in continuo cambiamento pur rimanendo fedele alla propria storia e ai propri fan: i Pearl Jam di “Binaural” sono in una delle fasi più turbolente e creative della loro carriera.

Nel 1998 il gruppo ha terminato il tour di “Yield”, il primo “completo” dopo 5 anni e dopo la “pace armata” con TicketMaster, il distributore di biglietti a cui avevano fatto causa, perdendola, tempo prima. I Pearl jam si prendono un anno di pausa e tornano in studio alla fine del ’99.

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Il primo cambiamento è nella formazione: Matt Cameron, batterista dei Soundgarden, è di fatto ora membro stabile del gruppo: era entrato nel tour in corsa, sostituendo Jack Irons. Rimarrà nella band negli anni a venire, e diventerà una delle forze creative della band: quando i Soundgarden si riformeranno nel 2012, tornerà a suonare anche con loro. Ma nel 2014, quando entrambi le band andranno in tour in contemporanea, Cameron sceglierà i Pearl Jam e i Soundgarden si vedranno costretti a trovare un sostituto temporaneo.

La seconda scelta è quella di cambiare produttore: via Brendan O’Brien (che dopo “Ten” aveva lavorato a tutti i dischi del gruppo), in studio viene chiamato Tchad Blake, scelto proprio per le sue tecniche di registrazione “spaziali” sul suono, che daranno il titolo all’album: “Binaural”, appunto. La lavorazione del disco è parecchio complicata...

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