Concerto del Primo Maggio 2016 a Roma, il giorno dopo. Luca Barbarossa: 'Il cielo è caduto su Piazza San Giovanni: il concertone un evento da vivere in piazza'

Concerto del Primo Maggio 2016 a Roma, il giorno dopo. Luca Barbarossa: 'Il cielo è caduto su Piazza San Giovanni: il concertone un evento da vivere in piazza'

"C'è stato un momento, quando ho invitato tutto il pubblico ad accendere la luce dei cellulari, dove davvero mi è sembrato che il cielo sopra Piazza San Giovanni fosse caduto sulla terra. E' stato emozionante": a parlare non è un dei tanti addetti di ai lavori del Concerto del Primo Maggio di Roma, ma chi ha tenuto banco per tutte le otto ore di diretta televisiva. Luca Barbarossa, con Mariolina Simone conduttore dell'edizione 2016 del concertone capitolino, nonostante le poche ore di sonno ancora sembra vivere il momento: "Prima ancora degli esiti squisitamente musicali, la cosa che mi ha colpito è stata la positività e la compostezza della platea: oggi i giovani vivono un periodo di precarità esistenziale che ne giustificherebbe la disillusione, invece raramente ho visto volti così sorridenti e atteggiamenti così pacati e propositivi, anche quando i contenuti - talvolta scomodi, come per esempio le pensioni - interrompevano lo spettacolo. Sarebbe stato più facile suonare del rock o una tarantella, invece...".

Barbarossa, da qualche anno a questa parte, il primo maggio lo passa da lavoratore che lavora: nel 2014 il cantante condusse l'evento omologo a quello di piazza San Giovanni a Taranto: "Già da qualche anno ricevevo proposte per la conduzione a Roma, ma con Taranto ho un rapporto fraterno, soprattutto con il Comitato Cittadini Liberi e Pensanti e con Michele Riondino. Il primo anno vi partecipai come cantante, poi lui mi chiese di condurre. Io gli dissi: 'Se posso fare qualcosa, sai di poter contare su di me'. Poi mi venne in mente di coinvolgere Fiorella [Mannoia]: il resto è storia. Quando dei nomi di peso assicurano la propria adesione, l'effetto a valanga porta gli altri a fare lo stesso. Amo il concerto di Taranto, e sicuramente ci tornerò".

L'incipit della maratona romana, ieri, l'ha dato proprio Barbarossa, intonando "Here's to You" di Ennio Morricone e Joan Baez in memoria di Giulio Regeni: "Un'attivista di Amnesty International, tempo fa, mi propose di realizzare una clip casalinga usando quella canzone", spiega lui, "E ringrazio anche la Bandabardò per essersi prestata all'esecuzione. Lo dico da genitore, il caso Regeni è straziante: non riesco a immaginare come ci si possa fare una ragione nel perdere un figlio in quel modo, in quelle circostanze: Giulio è diventato il simbolo della sacralità del rispetto per la vita".

I dati Auditel raccontano di una platea televisiva non esattamente restata incollata al piccolo schermo per tutta la durata della maratona, con l'effetto boomerang della controprogrammazione in concomitanza degli slot riservati agli headliner - in serata - e una pubblicità un po' troppo invadente: "Le percentuali non le conosco", ci spiega Barbarossa, "Stamattina il regista mi ha parlato di una media di due punti superiore a quella degli anni scorsi. Però sono d'accordo con quanto detto dalla direttrice Daria Bignardi: il concertone è solo ospitato dalle frequenze di RAI 3, non è un evento televisivo, ed è giusto che non sia concepito come tale. Poi d'accordo, tante cose potrebbero essere fatte meglio, e probabilmente ognuno ha una sua idea in proposito: c'è, per esempio, chi immagina un concertone meno lungo, con solo le presenze delle band più importanti. Però il discorso relativo agli orari è molto difficile da far quadrare: ci sono artisti che preferiscono esibirsi all'inizio perché hanno altri impegni, nel corso della giornata, o cantanti che arrivano all'ultimo momento dall'estero, come è successo ieri sera per gli Skunk Anansie. Altri comunicano agli organizzatori le proprie condizioni, e altri ancora hanno set particolarmente elaborati da allestire, che vanno piazzati in posizioni strategiche della scaletta. Oggi non c'è solo la TV, per seguire il concerto del Primo Maggio: ci sono anche la radio, il Web e i social. Anche se il concertone rimane un evento da vivere live, in piazza, sentendosi addosso la pressione dell'impianto sonoro...".

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