PJ Harvey a Milano: il reading di poesie alla Casa della Cultura

PJ Harvey a Milano: il reading di poesie alla Casa della Cultura

Un reading nei giorni in cui esce il nuovo disco? “Sto cercando di scappare”, ci risponde sorridente, a fine serata, mentre firma le copie di “The hollow of the hand”, il libro di poesie che ha appena finito di leggere alla Casa della Cultura.

PJ Harvey è contemporaneamente distante e amichevole, tradizionalista e anticonvenzionale. Arriva in Italia per due reading, a Genova e a Milano, nei giorni in cui esce “The hope six demolition project”, il suo primo disco in 5 anni. Polly Jean non rilascia interviste, non fa promozione. “Non vuole che si facciano foto ma si fermerà a firmare copie, ma solo del libro, non dei suoi dischi, perché vuole tenere separate le due cose, sono diverse”, spiega al pubblico Claudio Pozzani, che l’ha portata in Italia per il 22° Festival Internazionale di Poesia di Genova. Ma a fine serata ha un sorriso per tutti.

Sono le 8 e mezza circa quando Polly si presenta sul piccolo palco della Casa della Cultura, luogo dalle pareti tappezzate da foto e pezzi di storia della sinistra milanese e nazionale. Magrissima, il corpo esile nascosto sotto un lungo cappotto: poche parole per presentare il lavoro fatto di tre viaggi in Kosovo, Afghanistan e a Washington DC assieme al fotografo Seamus Murphy.
Pochissimi gesti, durante l’ora di lettura: tre piccole pause per bere un bicchiere d’acqua, un’altra per togliersi il cappotto, scoprendo una maglia bianca dal collo altissimo che però le lascia completamente nuda la schiena. Tra una poesia e l’altra rimane quasi immobile, ieratica, mentre Pozzani interpreta (benissimo) le traduzioni in italiano, e mentre sullo schermo scorrono le foto di Murphy.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/xTVbRGhNGnuHaUIW5kkK5SFeTpk=/700x0/smart/http%3A%2F%2Fwww.rockol.it%2Fimg%2Ffoto%2Fupload%2Fpj4.JPG

Alla prima poesia, che racconta le strade sterrate del Kosovo, le duecento persone (che si sono prenotate, gratuitamente) sono già rapite, la sala è ammutolita. Polly Jean ha le sue poesie su fogli rigidi di carta, appoggiati sul leggio, le sistema una dopo l'altra ma le guarda raramente per leggere. Gli occhi fissano il vuoto, mentre le poesie vengono declamate, prima in maniera più neutra, poi con più trasporto. La più toccante è “The hand”, quella dell’incavo (“Hollow”) che dà il titolo al libro. La mano è quella di un mendicante afgano, ignorata da tutti.

Ma non è proprio vero che poesie e canzoni sono separate: dalle parole di "The Hollow of the Hand”, da quei viaggi  sono nati i brani del disco:  “Chain of keys”, “Dollar, dollar", The orange monkey” e “Medicinals” vengono lette, non cantate, questa sera, nella loro primissima forma. “Sightseeing, south of the river” è “The community of hope”, la canzone di apertura dell'album: nella versione poetica rende più evidente la sua natura di trascrizione quasi letterale delle parole della guida, il giornalista Paul Schwartzman (inconsapevole di quello che succedeva: il suo successivo racconto ha generato non poche polemiche). “Abbiamo scelto Washington perché molte delle decisioni che riguardano l'Afghanistan e il Kosovo sono prese qui. Ho cercato di scrivere in una maniera semplice, evidenziando le somiglianze tra questi luoghi, senza giudicare niente e nessuno”, spiega lei.

Dopo un’ora, e una trentina di poesie, il reading è finito: Polly Jean ha letto quasi tutto il libro. Ma la serata non è ancora terminata. 10 minuti in una stanza, a salutare qualche amico - gli Italiani Enrico Gabrielli e Asso Stefana, che hanno suonato in “The hope six demolition project”. Poi pazientemente si siede dietro un banchetto all'entrata e mette a firmare copie, scambiado due parole con tutti, rispondendo a domande. Lo sguardo severo della sicurezza ci ricorda gentilmente ma fermamente di non scattare foto: non siamo a Washington DC...

(Gianni Sibilla)

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/8jTND8cEWrCo6m2uErlZ8OROKfA=/700x0/smart/http%3A%2F%2Fwww.rockol.it%2Fimg%2Ffoto%2Fupload%2Fpj5.JPG
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.