Sostenere che gli artisti dovrebbero fare gli artisti e non gli opinionisti politici o sociali è un discorso che ci porterebbe troppo lontani, e magari è anche un'opinione troppo radicale - naturalmente bisognerebbe sempre saper distinguere. E prendere per buone, e alla lettera, le cose che si leggono sui giornali non è mai raccomandabile, quindi non lo farò.
Certo è che se davvero, dopo aver scritto di "nuovo piano Marshall", come ha fatto sul "New York Times", Bono - davanti a una commissione del parlamento americano - ha sostenuto (seriamente) quello che riferiscono le fonti statunitensi che abbiamo letto questa mattina, bisogna domandarsi se stesse cercando di essere paradossale o se davvero pensi che il suo suggerimento sia applicabile.
E' giusto concedergli il beneficio del dubbio, ed è altrettanto giusto dargli credito di un minimo di ragionevolezza: ma se Bono realmente pensa che il terrorismo si possa combattere a colpi di battute, allora è il più straordinario comico contemporaneo, e bisognerebbe mandare lui dove ha suggerito di mandare Amy Schumer, Chris Rock e Sacha Baron Cohen. Le matte risate…
(fz)