Sanremo 2016 dal divano: una polemica al giorno (venerdì)

Sanremo 2016 dal divano: una polemica al giorno (venerdì)

Stasera non so con chi prendermela.


Avevo pensato di esercitare sarcasmo sulla composizione della Giuria degli Esperti, ma – anche se non so come ha votato – insomma, non posso certo dire che quei nove (quegli otto: di Brizzi non so abbastanza) non siano gente che di musica ne ha masticata (anche se magari stasera una mano ai Bluvertigo potevano dargliela, ma vabbé)..


Avevo pensato di mettere in dubbio le capacità di scegliere le canzoni della Commissione selezionatrice del Festival, stasera che stavo ascoltando una dopo l’altra le canzoni dei Campioni e non ne trovavo nessuna che mi convincesse. Poi però Francesco Gabbani ha vinto nella categoria Nuove Proposte, con la canzone che secondo me è la migliore delle 28 in gara a questo Festival fra Campioni e Nuove Proposte, e mi è venuto in mente che “Amen” l’ha scelta la stessa commissione che ha scelto le canzoni dei Campioni, e mi sono trovato disarmato.


Allora vi racconto una storia secondo me istruttiva, rinunciando alla consueta polemica.
Nel 2004 mia moglie, che all'epoca non era ancora mia moglie, mi ha fatto conoscere un suo amico che scriveva e cantava canzoni. Sapete com’è, no? “Tu ti occupi di musica, lui fa anche il cantautore, ti andrebbe di ascoltare le canzoni che scrive e canta?”. E vabbé. Quell’amico di mia moglie, nel 2004, scriveva canzoni molto da cantautore, troppo da cantautore, anzi troppo da Fabrizio De André. Insomma è finita che io gliel’ho detta, questa cosa del “troppo De André”, siamo rimasti ugualmente in buoni rapporti, ci siamo anche frequentati, lui ha costruito degli scaffali per i CD di casa mia (perché è anche artigiano di buona mano), io ho comprato un paio di suoi quadri (perché è anche pittore di buona mano), e poi, come capita, qualche anno dopo noi abbiamo cambiato casa e ci siamo un po’ persi di vista.
A metà novembre dell’anno scorso ho ricevuto un comunicato in cui c’era scritto che fra i finalisti per le selezioni di Sanremo c’era un certo Francesco Gabbani, che sinceramente prima non avevo mai sentito nominare, in gara con una canzone intitolata “Amen” scritta insieme a un certo Fabio Ilacqua. Ora, Ilacqua non è un cognome molto diffuso – ed è il cognome di quell’amico di mia moglie, Fabio di nome. Difficile pensare a un’omonimia. Naturalmente l’ho cercato, ci siamo scritti e telefonati, gli ho detto che la sua canzone mi piaceva molto perché era ed è vero, e qualche settimana dopo, cioè stasera, Fabio Ilacqua ha vinto Sanremo Giovani come coautore della canzone di Francesco Gabbani.
Lasciate perdere le questioni private: la morale di questa storia, e lo dico a quelli che scrivono o cantano canzoni e pensano di diventare famosi in sei mesi, e s’incazzano o si perdono d’animo se non succede, è che sono passati più di dodici anni (più quelli trascorsi da quando ha cominciato a scrivere canzoni a quando l’ho conosciuto io) prima che Fabio Ilacqua potesse avere successo. Segno che – mentre faceva altre cose, altri lavori, mentre viveva una vita normalmente difficile e faticosa come tutti noi - Fabio Ilacqua non ha messo da parte l’amore per la musica e la voglia di scrivere canzoni. E per questo lo rispetto, lo apprezzo e sono felice della sua vittoria.

Franco Zanetti

PS (e ti pareva...). Se Maryon Pessina non avesse fatto una cosa che sembrerebbe normale, ma che purtroppo pochissimi uffici stampa fanno – cioè scrivere nel suo comunicato gli autori delle canzoni dei cantanti che promuovono – non avrei potuto raccontarvi questa storia adesso. Dovrebbe essere obbligatorio scrivere sempre i nomi degli autori delle canzoni, nei comunicati stampa.

 

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