NEWS   |   Italia / 22/01/2016

Lo "stereotelling" di Kiave - l'intervista

Lo "stereotelling" di Kiave - l'intervista

“E' il primo disco di cui sono veramente soddisfatto” esordisce così Kiave, il rapper cosentino che oggi venerdì 22 gennaio torna, a distanza di 4 anni, dall'ultimo album e a uno dall'ep “Fixtape”.

“Stereotelling” ha già nel gioco di parole del titolo il manifesto programmatico del disco. Ed è infatti lo storytelling una indiscussa passione di Mirko che ha, non a caso, in “11 storie” uno dei suoi brani di maggiore popolarità. “Ci metto tanto a scrivere un disco, da sempre, non a caso uno l'ho intitolato 'Il tempo necessario'. Era la risposta che davo sempre a chi mi domandava quanto ci mettessi a pubblicare un nuovo album. Questo lavoro vorrei venisse apprezzato per la cura che ci ho messo e la coerenza con quello che è da sempre il mio percorso nel mondo del rap.”

Un percorso nato, come per tanti, con il freestyle: “Un mondo che sento ancora molto mio, ma che ovviamente non mi permette di curare le mie parole, di cesellare i pensieri, come ho fatto ora in questo lavoro. Un pezzo per un mio album e un mio freestyle sono obiettivamente due mondi diversi". La parola e quel che ne deriva è da sempre al centro del mondo di Kiave: “In questi anni il mio percorso artistico mi ha regalato la possibilità di molte esperienze: ad esempio ho tenuto laboratori di scrittura nelle carceri. Sono esperienze che ti arricchiscono e che poi cerco di riportare nei miei testi. Ma ci vuole il giusto tempo per sedimentare le emozioni, raccogliere i pensieri e dargli la giusta forma.” Nel disco, e non è la prima volta in carriera, viene citato Fabrizio DeAndré: “Lo adoro e trovo spesso un modo per rendergli omaggio. Oggi dico grazie ai miei genitori che quando ero piccolissimo a volte quasi mi obbligavano ad ascoltare i suoi dischi. Lui mi ricollega alla scrittura.”

Ma non è solo negli insoliti riferimenti musicali che si distingue Kiave: “Ho buttato via ogni metodo di scrittura, non seguo più uno schema, un ordine, non inseguo la moda degli extrabeat e non voglio assomigliare a nessuno anche nelle tecniche di rappata. Non inseguo clic su youtube, non sono un animale da social network. Faccio il mio a modo mio”  

(Fabrizio Zanoni)

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