Credits: Maurizio Bresciani
Ligabue in copertina e spazio a grandi nomi della musica italiana che spiegano il loro rapporto con il cinema sul mensile "Duel". Oltre a riportare il pensiero in materia di Frankie Hi-Nrg, Lucio Dalla, Max Pezzali, Omar Pedrini, Subsonica e Niccolò Fabi, "Duel" fa cosa gradita ai fans di Ligabue pubblicando ampie anticipazioni di "Radiofreccia", con interessanti note sulla lavorazione (e un "dietro le quinte" dove si approfondisce tra l'altro il rapporto tra Ligabue e il calcio) e qualche dettaglio sulla colonna sonora del film, della quale faranno parte "Sweet home alabama" (Lynyrd Skynyrd), "Love is the drug" (Roxy Music), "Rebel rebel" (David Bowie), "My Sharona" (The Knack), "Don't stop" (Fletwood Mac), "Run through the jungle" (Creedence Clearwater Revival) e altre.
Un'intera pagina è occupata dalle dichiarazioni del regista-rocker: ne riportiamo alcune.
«Credo che mi limiterò a questa esperienza, che aveva senso soltanto perchè è una storia che conosco bene, cioè ci sono condizioni speciali», spiega Liga; «un film fatto a casa mia, sceneggiatura che ho scritto io, faccio anche le musiche: quando mi capita più?»
«Questo film è “Un mercoledì da leoni” senza l'oceano. Senza voler fare dei raffronti imbarazzanti, perchè poi qua il problema è che io sono consapevole dei miei limiti. (...)
“Un mercoledì da leoni” è per me uno dei film della vita perchè l'argomento è uno di quelli che mi piace vedere nei film: la linea d'ombra. Anche questo è un film sulla linea d'ombra (...) Ogni tanto, se si può, bisogna rivarcarla all'indietro. Per avere il gusto di ripassare un'altra volta dopo, ma soprattutto per ricordarsi anche un po' com'era dall'altra parte»
«Il film è personaggi-ambiente, personaggi-ambiente. C'è moltissima macchina da presa a terra per far sentire la terra, un richiamo all'ambiente costante, continuo. E' forse una sottolineatura eccessiva, ma era quello che mi serviva».
Un'intera pagina è occupata dalle dichiarazioni del regista-rocker: ne riportiamo alcune.
«Credo che mi limiterò a questa esperienza, che aveva senso soltanto perchè è una storia che conosco bene, cioè ci sono condizioni speciali», spiega Liga; «un film fatto a casa mia, sceneggiatura che ho scritto io, faccio anche le musiche: quando mi capita più?»
«Questo film è “Un mercoledì da leoni” senza l'oceano. Senza voler fare dei raffronti imbarazzanti, perchè poi qua il problema è che io sono consapevole dei miei limiti. (...)
“Un mercoledì da leoni” è per me uno dei film della vita perchè l'argomento è uno di quelli che mi piace vedere nei film: la linea d'ombra. Anche questo è un film sulla linea d'ombra (...) Ogni tanto, se si può, bisogna rivarcarla all'indietro. Per avere il gusto di ripassare un'altra volta dopo, ma soprattutto per ricordarsi anche un po' com'era dall'altra parte»
«Il film è personaggi-ambiente, personaggi-ambiente. C'è moltissima macchina da presa a terra per far sentire la terra, un richiamo all'ambiente costante, continuo. E' forse una sottolineatura eccessiva, ma era quello che mi serviva».
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