Baustelle, un disco dal vivo per voltare pagina e nel 2016 un album di inediti - INTERVISTA

Baustelle, un disco dal vivo per voltare pagina e nel 2016 un album di inediti - INTERVISTA

Un live per voltare pagina, e poi dedicarsi a un nuovo album. I Baustelle pubblicano venerdì 13 novembre il primo disco dal vivo della loro carriera, che mette fine a una stagione fortunatissima in cui hanno fatto l'en plein di lodi e popolarità. Le 14 canzoni di "Roma live!" sono state registrate dalla band originaria di Montepulciano durante il tour di "Fantasma" in tre diverse location nella capitale (Cavea dell'Auditorium Parco della Musica, Ex Mattatoio di Testaccio, Auditorium della Conciliazione) e con tre diverse formazioni: band + orchestra sinfonica, band + sezione fiati, band + quartetto d'archi. "Abbiamo registrato gran parte della tournée e affidato al fonico Marco Tagliola la preselezione dei brani", spiega il cantante Francesco Bianconi. "Mi piace pensarlo come un disco che chiude una fase. Segna la fine del primo tempo dei Baustelle. Non sappiamo cosa ci sarà nel secondo tempo, ma immagino che il disco che faremo nel 2016 sarà per reazione diverso da 'Fantasma', che era totalizzante, ingombrante persino".

Annunciate dalla grafica ultrafreak del collettivo Malleus, che in copertina immagina due spettatrici in versione hippie e sul retro disegna il trio sullo sfondo di un ibrido fra Colosseo e Gasometro, le canzoni di "Roma live!" sono state montate come se si trattasse di una sola esibizione. "Abbiamo ripulito alcune cose in fase di missaggio, avendo cura di restare fedeli al suono che avevamo durante quei concerti. Abbiamo fatto sì che gli strumenti classici non venissero soffocati dall'armamentario del rock. Abbiamo cercato le esecuzioni più emozionanti. Per noi, suonare dal vivo non è mai routine. Ci stancano i trasferimenti, le attese, gli hotel, i check-in, ma una volta che sali sul palco tutto cambia. Puoi fare uno spettacolo identico ogni singola sera, eppure grazie all'interazione con il pubblico succede sempre qualcosa di diverso. Non ho mai provato emozioni uguali pur cantando la medesima canzone con lo stesso arrangiamento sera dopo sera". L'unica che sembra causargli qualche problema è "Charlie fa surf", che chiude il live ed è significativamente lasciata cantare in parte al pubblico. "Sì, ho un rapporto tormentato con quel pezzo, come del resto accade con tutte le canzoni che rendono popolari. Le devi suonare tutte le sere, e perciò finisci per odiarle. Alla fine, cerchi stratagemmi per rifarle in modo differente".

"Roma live!" è concettualmente figlio di "Fantasma", l'album del 2013 dov'era fatto largo uso degli arrangiamento orchestrali pensati da Enrico Gabrielli, eppure contiene una sola canzone tratta da quel disco. "Le versioni dei pezzi di 'Fantasma' erano troppo simili a quelle dell'album in studio, includerle non avrebbe avuto senso. Abbiamo preferito recuperare canzoni vecchie. Riascoltarle m'ha fatto tenerezza, ma mi ha anche fatto capire che già ai tempi dei primi due dischi avevamo le idee chiarissime. Magari adottavamo soluzioni naïf, ma avevamo una visione, avevamo ben chiaro il mondo musicale che volevamo costruire, o ricostruire". La collaborazione con Gabrielli, un musicista in grado di passare dal rock alla contemporanea con una padronanza fuori dal comune, ha portato il progetto di "Fantasma" e del tour a un altro livello. "Spesso nella musica leggera l'orchestra è usata come tappeto, gli archi fanno grandi masse morbide di accordi facili da armonizzare con gli elementi più rock. E insomma, fanno colore. Con Enrico s'è scelta una strada più complessa, abbiamo usato l'orchestra in chiave espressionistica, l'abbiamo fatto strano. Lui è un irregolare, scrive cose fuori dagli schemi".

L'album dal vivo contiene due adattamenti in lingua italiana: "Col tempo" di Léo Ferré, nella versione che lo stesso cantante propose nell'album "Ferré in italiano", e "A lady of a certain age" dei Divine Comedy, resa in modo decisamente fedele come "Signora ricca di una certa età". "Adattare le canzoni in italiano non è facile e perciò non invidio De Gregori che s'è ficcato in un pericoloso ginepraio traducendo Bob Dylan. È l'impresa più difficile al mondo, perché Dylan è il cantante più cazzuto che abbia mai sentito. È il migliore. Non ha una voce da cantante, eppure non c'è cover di un suo pezzo che superi l'originale. Quando apre bocca, Dylan riesce a catturare l'attenzione. Ha un tiro bestiale, che t'inchioda".

Nelle note che accompagnano il disco Bianconi scrive a proposito di "A lady of a certain age": "Chi scrive più in Italia canzoni del genere? I cantautori vecchia scuola? Forse. Ma quasi mai con la stessa attenzione nei confronti del suono e dell'arrangiamento. I cantautori nuovi? Sì, dai, alcuni". Spiega: "Forse da noi non c'è mai stata una perfetta fusione fra testi 'alti' e arrangiamenti 'alti'. È un problema italiano, forse ereditato dal folk americano. I francesi curano di più la parte musicale. Per non dire dei brasiliani, dove un'incredibile complessità armonica e melodica incontra grandi testi, restando accessibili. Come Chico Buarque, esempio vivente di complessità resta popolare". L'adattamento dai Divine Comedy è solo una delle canzoni di "Roma live!" in cui Bianconi si pone come osservatore esterno del protagonista, in questo caso un'arrampicatrice sociale che deve fare i conti con la vecchiaia e la solitudine. "Amo raccontare storie in terza persona. Lo so che è più facile creare empatia con l'ascoltatore cantando in prima persona, ma la musica pop diventa più interessante quando somiglia alla letteratura".

I Baustelle hanno firmato un nuovo contratto con la Warner, "per altri tre dischi". Sono passati quindici anni dal debutto "Sussidiario illustrato della giovinezza", che fu pubblicato dall'etichetta indipendente Baracca & Burattini. Nel frattempo, la band ha fatto il salto verso una major e una popolarità allora impensabile. "Charlie fa surf" ha conquistato le radio, "Fantasma" è arrivato fino al secondo posto in classifica. Alle attuali band italiane indipendenti manca qualcosa per fare lo stesso salto? "Nulla. Noi siamo stati semplicemente fortunati a mettere un piede nel mondo della discografia in un periodo in cui s'investiva ancora in una rock band alternativa, e le si dava tempo per crescere". E il contatto con il pop - quello che con un'espressione tutta italiana è chiamata musica leggera - può essere d'aiuto per sperimentare altre pratiche produttive? Bianconi ha scritto per Irene Grandi, Noemi, Anna Oxa, Chiara Galiazzo. È co-autore dei testi di otto canzoni dell'ultimo album di Eros Ramazzotti. "Intanto fare bene il pop è più difficile di quel che si pensa", dice lui. "È stato fatto, suonato, scritto di tutto. E ci sono molti tranelli da evitare. Quando scrivi per altri ti mettono dei paletti, ti dettano regole, ti indicano limiti. E va bene così, perché sono tutte armi che puoi utilizzare quando scrivi per te stesso".

(Claudio Todesco)

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